Come entrare dentro il libro (“L’arte di guardare l’arte”)

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“A guardarla da fuori si rimane impressionati. Perché niente di più appropriato sembra essere stato pensato per una biblioteca, se non il fatto di averla costruita a forma di libro. L’elegante parallelepipedo sta nel centro di Karabuk, parte settentrionale dell’Anatolia, quasi sul Mar Nero. ”
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Intervallo. Georges Brassens, Marinette

Marinette

Quando corsi a cantare la mia canzoncina a Marinette
la bella, la traditrice era andata all’opera.
Con la mia canzoncina avevo l’aria di un coglione, mamma mia,
con la mia canzoncina avevo l’aria di un coglione.
Quando corsi a portare il mio vaso di mostarda a Marinette
la bella, la traditrice aveva già finito di pranzare.
Col mio vasetto avevo l’aria di un coglione, mamma mia,
col mio vasetto avevo l’aria di un coglione.
Quando offrii in regalo una bicicletta a Marinette
la bella, la traditrice aveva comprato un’auto.
Con la mia biciclettina avevo l’aria di un coglione, mamma mia,
con la mia biciclettina avevo l’aria di un coglione.
Quando corsi emozionato all’appuntamento con Marinette
la bella diceva: “Ti adoro” a un tipo poco piacevole che l’abbracciava.
Col mio mazzo di fiori avevo l’aria di un coglione, mamma mia,
col mio mazzo di fiori avevo l’aria di un coglione.
Quando corsi a bruciare il cervellino di Marinette
la bella era già morta a causa di un brutto raffreddore.
Col la mia rivoltella avevo l’aria di un coglione, mamma mia,
con la mia rivoltella avevo l’aria di un coglione.
Quando corsi triste al funerale di Marinette
la bella, la traditrice era già resuscitata.
Con la mia coroncina avevo l’aria di un coglione, mamma mia,
con la mia coroncina avevo l’aria di un coglione.

Carlo Bordini, Difesa berlinese (Le parole e le cose)

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“Sono nato nel 1938, alla vigilia della seconda guerra mondiale e della catastrofe dell’Italia. Mio padre era un generale dell’aeronautica con simpatie e nostalgie fasciste. Mi ha terrorizzato e l’ho sempre odiato in silenzio. Per questa ragione ho sempre inconsciamente identificato con mio padre tutto ciò che sapesse anche lontanamente di autorità, e quindi anche tutte le istituzioni. Quando sono stato costretto ad adattarmi ad esse, l’ho fatto con una freddezza piena di disprezzo.”
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Il video della domenica. Il videoclip di Cattelan e Ferrari per Anthony Roth Costanzo. 5′

volli salvarti

https://www.artribune.com/television/2018/10/video-maurizio-cattelan-pierpaolo-ferrari-anthony-roth-costanzo/

La missione del cantante lirico americano Anthony Roth è quella di riportare in auge l’Opera. Per farlo, collabora con esponenti di punta della moda, dell’arte e della danza contemporanea. Ecco il videoclip che hanno girato per lui Maurizio Cattelan e Pierpaolo Ferrari.

Rodelinda, un cupo dramma longobardo musicato da Georg Friedrich Händel, viene rielaborato in chiave postmoderna, con qualche reminiscenza del cinema sperimentale degli anni Sessanta

Ecco il testo del breve frammento eseguito:
Vivi tiranno! Io t’ho scampato/ Svenami, ingrato, sfoga il furor. /Volli salvarti sol per mostrarti /ch’ho di mia sorte più grande cor. /Vivi tiranno…etc.

Galleria. Nel bosco (dopo la censura)

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Quando la fotografa Clara Obermeier aveva chiesto notizie sul Faunal holz, gli abitanti del paese le avevano risposto che doveva assolutamente visitarlo perché era un bosco fatato. «Sì, va bene», aveva tagliato corto la fotografa, che era una positivista inossidabile e a quell’epoca s’interessava solo di micologia, «Ma a parte gli incantamenti, ci sono funghi?» Gli abitanti rimasero in silenzio, attoniti: chi si avventurava nel Faunal holz, l’ultima cosa che aveva in mente erano gli ovuli e i porcini. Clara aveva concluso che erano scemi e decise comunque che la mattina dopo avrebbe fatto una breve puntata nel bosco prima di prendere il pullman. Di funghi non ne trovò nemmeno uno, ma la sua vita cambiò radicalmente, infatti non ripartì mai più.

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Galleria. Nel bosco

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Quando la fotografa Clara Obermeier aveva chiesto notizie sul Faunal holz, gli abitanti del paese le avevano risposto che doveva assolutamente visitarlo perché era un bosco fatato. «Sì, va bene», aveva tagliato corto la fotografa, che era una positivista inossidabile e a quell’epoca s’interessava solo di micologia, «Ma a parte gli incantamenti, ci sono funghi?» Gli abitanti rimasero in silenzio, attoniti: chi si avventurava nel Faunal holz, l’ultima cosa che aveva in mente erano gli ovuli e i porcini. Clara aveva concluso che erano scemi e decise comunque che la mattina dopo avrebbe fatto una breve puntata nel bosco prima di prendere il pullman. Di funghi non ne trovò nemmeno uno, ma la sua vita cambiò radicalmente, infatti non ripartì mai più.

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