Giulio Mozzi, Le dieci più tremende frasi che ho incontrate nel mio lavoro di lettore di inediti

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https://vibrisse.wordpress.com/2017/05/04/le-dieci-piu-tremende-frasi-di-chiusura-che-ho-incontrate-nel-mio-lavoro-di-lettore-di-inediti/

 

 

Il video della domenica. Giorgio Strehler, Arlecchino servitore di due padroni

Dal 1947 ad oggi lo spettacolo conta più di 2200 repliche. Inizialmente interpretato da Marcello Moretti e poi, dal 1960 dal grande Ferruccio Soleri. Dal 2002 il ruolo viene spesso e con altrettanta forza interpretativa portato in scena da Enrico Bonavera.

John Ashbery, E’ bello essere moderni se si riesce a sopportarlo. I 90 anni di un grande poeta contemporaneo (“Le parole e le cose”)

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Spesso è questione di sembrare piuttosto che essere moderni.
Sembrare va quasi bene come essere, a volte,

http://www.leparoleelecose.it/?p=28542

Il torinese chic

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https://torino.diariodelweb.it/torino/articolo/?nid=20170728_435282

“Antonino oltre a essere un grande professionista è una persona simpaticissima, che conosce quell’arte dell’ospitalità che ti fa sentire subito a casa pur con estrema eleganza” (mica uno di quei posti, in cui, dopo qualche bicchiere, s’incomincia a cantare Osteria numero uno…)

Il nostro piccolo Sherlock Holmes

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“Ognuno di noi ha nel suo cervello uno Sherlock Holmes in miniatura. Il suo compito è “ragionare all’indietro” da ciò che possiamo osservare nel momento presente e dimostrare quali serie di cause comuni hanno portato a determinati effetti particolari. L’evoluzione ci ha dato uno “Holmes interno” perché il mondo reale è pieno di storie (intrighi, trame, alleanza, relazioni di causa ed effetto) ed è bene riconoscerle. L’attitudine narrativa della mente è un essenziale adattamento evoluzionistico che ci consente di esperire la nostra vita come qualcosa di coerente, ordinato e dotato di senso, e non come un caos travolgente. Ma la mente narrante è imperfetta. Dopo quasi cinque decenni di studio sull’omuncolo affabulatore che risiede nel cervello sinistro, Michael Gazzaniga è giunto alla conclusione che questo omino, pur con tutte le sue innegabili virtù, può essere un saputello supponente. La mente narrante è allergica alle incertezza, alla casualità, alle coincidenze. È assuefatta ai significati, e se non riesce a trovare degli schemi significativi nel mondo esterno, cercherà di imporveli. In parole povere è una fabbrica che, quando può, produce storie vere ma quando non può sforna menzogne.”

.Jonathan Gottschall, L’istinto di narrare. Come le storie ci hanno resi umani,
Bollati Boringhieri, Traduzione G.Divero

L’illustrazione del mercoledì. Tatsuro Kluci

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Minimalismo, pop art, disegno infantile e una metà di quel cerchio rosso della bandiera giapponese che per Bruno Munari era la bandiera perfetta.