La Striscia. GIORGIO MANGANELLI

 

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Insidiosi, proteiformi, gli automi pur di far irruzione nelle nostre vite sanno miniaturizzarsi, ci offrono servigi, mutano forma e rinunciano a fingersi vivi. Scandiscono le ore e i minuti delle nostre vite quelle tonde ostriche di metallo, quei rettangoli mentitamente pitagorici, gli orologi. L’inesatto tempo di Atene la dialettica e Roma la bellicosa s’accompagnava al trascorrere del sole, al variare della luce; potevano bastare le tacite clessidre a sabbia, sebbene il trascorrere dei granuli ne dilatasse via via i forami; e le clessidre ad acqua patissero le lentezze dei geli, e i fatui vapori del solleone. Il duro ticchettio degli orologi è tutto nostro, quelle minute viscere di metallo, quel vibrar di quarzi che ci dice – nemmeno ci avverte – del nostro ininterrotto perire.

Giorgio Manganelli, UFO e altri oggetti non identificati, Quiritta

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