Un secolo di Bauhaus

Siamo circondati da oggetti dei quali, nella maggior parte dei casi, non conosciamo niente se non a mala pena la funzione. Non abbiamo idea della provenienza, della progettazione, del funzionamento di una quantità enorme di cose di cui si compone la nostra vita quotidiana. Eppure, gran parte dei gesti che compiamo ogni giorno sono accompagnati da qualche elettrodomestico, device, utensile che ce la rendono possibile: la mattina appena svegli prendiamo la caffettiera e come d’incanto si materializza nelle nostre tazze un caffè, accendiamo un fornello e il miracolo del fuoco prende luogo davanti ai nostri occhi, per non parlare poi dell’aura quasi magica che avvolge lo smartphone con cui leggiamo le notizie e scrolliamo i social, magari in bagno o mentre siamo sul bus. Diamo per scontato che queste cose siano sempre esistite, a meno che il nostro lavoro non sia appunto costruire o inventare oggetti, e ne facciamo un uso talmente spontaneo da averlo interiorizzato e da non considerarlo più un piccolo miracolo.

Leggi il resto dell’articolo
https://thevision.com/architettura/bauhaus-produzione-attuale/


Francesca de Lena, Lasciate fare la poesia ai poeti (I libri degli altri)

“Uno dei commenti che scrivo più spesso ai margini di un romanzo da valutare o editare è: sta facendo poesia.
Se lo pronunciassi pubblicamente starei dicendo un’inesattezza anche abbastanza fastidiosa, perché nel mio lessico privato quella frase significa: “scrive belle parole a vuoto”, mentre la poesia è tutt’altro che questo, è anzi proprio il contrario di questo: la poesia carica le parole di significato.”

Leggi il resto dell’articolo: https://ilibrideglialtri.com/2017/01/11/lasciate-fare-la-poesia-ai-poeti/

Le figurine di Radiospazio. Le piramidi

Un commerciante di Coblenza era riuscito a realizzare il sogno della sua vita, quello di visitare le piramidi di Gizeh; tuttavia la visita fu una grande delusione. Per vendicarsi, il commerciante di Coblenza fece pubblicare su tutti i giornali più importanti, intere pagine di annunci, nei quali esortava i futuri visitatori dell’Egitto a diffidare delle piramidi, ma soprattutto della famosa piramide di Cheope che lo aveva deluso ancor più profondamente delle altre. Con tutti questi annunci, il commerciante di Coblenza ha dato fondo in brevissimo tempo al proprio patrimonio ed è finito nella misera più totale. Quanto ai turisti diretti in Egitto, logicamente, gli annunci del commerciante di Coblenza non avevano avuto su di essi l’effetto sperato: al contrario, il numero di coloro che hanno visitato l’Egitto quest’anno è addirittura raddoppiato rispetto a quello dei visitatori dell’anno scorso.

Il video della domenica. Massimo Cacciari, Fare strame delle parole. 45″

https://www.facebook.com/QuanteStorieRai3/videos/2275581736047748/

Galleria. Lo scoppio

Lo scoppio era stato forte. («Un éclat.», se lo ripeteva in francese per sdrammatizzare).  Dopo tanti anni di assidua amicizia. Solo un’amicizia? Evitò di addentrarsi nei corridoi troppo tortuosi della ricostruzione dei fatti. Un’assidua amicizia. Punto. Ipocondriaco com’era, temette qualche lesione. L’udito funzionava come prima, eppure un’incrinatura doveva esserci, la percepiva anche se non sapeva dove localizzarla. Si sottopose a numerosi di esami, tutti negativi. Accrebbe la sua sfiducia nei medici, e anche in se stesso.

Sully Prudhomme, Il vaso infranto

Il vaso dove muore questa verbena
da un semplice tocco di ventaglio è stato incrinato;
il tocco deve averlo sfiorato appena,
non v’è stato alcun rumore.

Ma la leggera incrinatura
mordendo il cristallo ogni giorno
con un segno invisibile e deciso
ne ha fatto lentamente il giro.

La sua acqua fresca se n’è uscita goccia a goccia,
il succo dei fiori si è consumato.
Nessuno ora ha dubbi,
non toccatelo, è rotto.

Spesso, così, anche la mano che si ama,
sfiorando il cuore, lo incrina;
poi, il cuore si spezza da solo
il fiore del suo amore muore.

Sempre intatto agli occhi del mondo
sente piangere e aumentare sommessamente
la sua ferita sottile e profonda:
non toccatelo, è spezzato.

Sully Proudhomme, Il vaso infranto, Traduzione anonima

Lingua italiana, allarme dei docenti: all’università errori da terza elementare

https://informarexresistere.fr/lingua-italiana-scuola-parlare-scrivere-allarme/?fbclid=IwAR2ZS9-VT-XYM3HXx2WlHVOJftImx73ja3csJwFPiQKsDr-iOvGQgYVJmns

Le figurine di Radiospazio. Cuori sensibili

Quando riaprii gli occhi, vidi una donna seduta vicina alla lampada. Era talmente platinata che la sua testa pareva una fruttiera d’argento.
«Come si sente?»
Anche la voce era dolce e bella.
«Magnificamente. A parte la mascella mezzo staccata.»
«Cosa s’aspettava, signor Carmady, orchidee?»
«Così conosce il mio nome?»
«Dormiva sodo, e hanno avuto tutto il tempo per frugarle le tasche. Hanno fatto tutto, tranne che imbalsamarla.»
Potevo muovermi desso, ma non molto: avevo i polsi dietro la schiena ammanettati.
«Non so, lei mi piace, signor Carmady. Anche se ha una faccia che pare una pizza.»
«Pazienza. Che ora è?»
«Le dieci e diciassette, ha un appuntamento?
«Dove sono i ragazzi? A scavarmi la fossa?»
«Non starei in pensiero per loro. Torneranno.»
«Non ne dubito.»
«Spero che non le facciano del male. Odio il sangue.»

Il Quarto stato: dove si trova e cosa rappresenta (“Art Post”)

Il Quarto Stato è il risultato di un lungo percorso compiuto da Giuseppe Pellizza da Volpedo, che per la prima volta nella storia dell’arte italiana rappresenta l’ascesa del movimento operaio nella vita sociale del Paese e lo fa come se fosse inevitabile.

Leggi tutto l’articolo:  https://www.theartpostblog.com/il-quarto-stato-dove-si-trova-e-cosa-rappresenta/

Il video della domenica. In ricordo di Albert Finney, Tom Jones, di Tony Richardson (1963) “La seduzione è servita”

Grande attore di teatro inglese (Royal Academy of Dramatic Arts), si rivela al pubblico italiano nel 1963 in una straordinaria versione cinematografica di Tom Jones, di Fielding, con la regia di Tony Richardson e la sceneggiatura di John Osborne (quando si dice: fare le cose per bene). Il film è un capolavoro assoluto, forse la più bella riscrittura cinematografica di un classico della narrativa. Finney, che ha ventisette anni ma ne dimostra meno, interpreta perfettamente il trovatello Tom, che imprudentemente si innamora di una fanciulla di alto rango. Cacciato dal ricco signore che lo ha allevato, Tom inizia un percorso di crescita e di formazione che sfocerà nel lieto fine. La sequenza che proponiamo, tratta dalla prima parte del film. Nelle sue peregrinazioni, Tom si è imbattuto in Molly, una gaudente ninfa boschereccia (l’attrice Diane Cilento, prima moglie di Sean Connery). Dopo l’incontro fortuito nelle campagne, i due finiscono in una osteria, dove danno vita a una sequenza muta memorabile sul rapporto fra cibo e seduzione.

Dopo San Valentino. Antonio Delfini, Era meglio venire da te

Era meglio venire da te
prender due schiaffi
e non parlarne più

Era meglio venire da te
dirti ogni cosa
e non parlarne più

Era meglio venire da te
portarti via per sempre
e non parlarne più

Invece che stare a cincischiare
s’è meglio il monte
o s’è meglio il mare

Invece che stare a dire
s’è meglio amare
o s’è meglio morire

Era meglio andare
a dormire

Invece che stare a pensare
se t’avrei potuto amare

perché non mi pugnalasti nella schiena?

Antonio Delfini, Era meglio venire da te

Galleria. Il bucato

Dalla sua finestra l’aveva sempre vista così, come un’ombra che stendeva i panni al sole. All’inizio, la curiosità di sapere come fosse senza quegli schermi bianchi che si frapponevano tra loro era stata grande, poi la curiosità era diventata desiderio, e il desiderio si era trasformato in un patimento che aveva finito per diventargli necessario non meno dell’ombra stessa. A volte si chiedeva se l’ombra e il patimento non esprimessero la nostalgia di ciò che non era mai esistito, ma si rispondeva che quella domanda era meno importante del malessere quotidiano che era diventato, nel tempo, il suo compagno. 
Una mattina (perché c’è sempre una certa mattina), affacciatosi alla finestra, vide un prato sconosciuto e nudo. Non c’era più niente: i fili, i pali che li reggevano, le mollette, le lenzuola. Tutto smontato nella notte. La titolare dell’ombra aveva comprato un’efficiente asciugatrice Hoover DX.

Daniele Balicco, Quando uno stato muore. (Alfabeta 2)

“Forse la lunghissima transizione italiana è arrivata al suo compimento. In silenzio, e quasi di nascosto, il 15 febbraio 2019 potrebbe diventare una data storica. La data in cui uno Stato, l’Italia, muore.”

leggi il resto dell’articolo: https://www.alfabeta2.it/2019/02/10/quando_uno_stato_muore/?fbclid=IwAR2ePAqGLENKyl10ej2Tizsz8Y7gX0uz3dRjcNxbfPJZl5w_6vx5my4fx70



%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: