La Lega in palcoscenico

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https://ilnuovolevante.it/attualita/aida-al-carlo-felice-un-migrante-africano-ospitato-a-recco-interpreta-un-africano-e-la-lega-si-lamenta/

“Quando è troppo, è troppo!”, si deve essere detto il consigliere regionale della Lega Franco Senarega. “Non basta che questi migranti ci sottraggano la raccolta dei pomodori, adesso vengono a occupare anche i nostri palcoscenici, sia pure come comparse!”. Il caso è scoppiato intorno a Frank Amoah, originario del Gambia, scritturato dal Teatro Carlo Felice di Genova come guerriero per la messa in scena dell’Aida, insieme ad altri quattordici africani. Fanno quindici posti di lavoro sottratti agli italiani. Il consigliere Franco Senarega, prima di impugnare la bandiera con su scritto “A chi l’opera lirica? A noi!” (e in nota: gli italiani), ha sfogliato Leggere lo spettacolo, di Anne Ubersfeld (è uno dei suoi testi più essenziali, ma non c’era tempo da perdere) ricavandone un ammaestramento utile e anche di pronto uso politico: il teatro è finzione. Di qui, la proposta del consigliere neoregista: prendere quindici robusti giovanotti bianchi e dipingerli adeguatamente. L’idea non è originale,  ma segna l’ingresso della Lega nel vivo della creazione artistica teatrale, quindi è in qualche modo storica. Purtroppo, come accade a molti teorici, anche il Senarega cade sul terreno produttivo; agli attuali prezzi di mercato, una confezione di make up marrone da 20 milligrammi costa 4, 50 euro. Ora, dipende da quanto intensamente si vogliano colorare i quindici ragazzi bianchi, ma almeno un paio di scatolette di “Aqua make up” a testa bisogna metterle in conto solo per il viso. E poi ci sono quindici toraci (presumibilmente importanti, visto che si tratta di guerrieri) da pennellare, per non parlare delle gambe. Insomma, rispetto agli africani autentici, ci sarebbe un sovrapprezzo di un migliaio di euro, a dir poco. Ci sarebbe un’altra soluzione a costo zero, alla quale il Senarega non ha pensato, per africanizzare le comparse bianche: si potrebbero ripescare nel magazzino costumi della rai, della quale la Lega conosce i meandri, le calzamaglie che indossavano le soubrette (Kessler comprese) ai tempi di Bernabei; basterebbe immergerle nel tè per qualche ora e si otterrebbe un perfetto colore egizio. La calzamaglia agli italiani.

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