Galleria. Un vecchio racconto

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C’era un vecchio racconto che tutte le mamme narravano ai loro bambini quando li portavano al parco. Era per l’appunto un racconto sul parco e su un vecchio signore che viveva solo. Nel vecchio racconto, il signore, oltre a essere solo, era anche povero (le mamme sottolineavano sempre questo particolare: per preparare i loro bambini al peggio? per instradarli al risparmio? per instillare in loro il senso del patetico ormai del tutto espunto dalla vita moderna?). Dunque, nonostante le ristrettezze il vecchio signore teneva sempre in tasca una manciata di nocciole quando faceva la sua passeggiata al parco, sì, proprio quel parco in cui si trovavano loro in quel momento (le mamme lo sottolineavano sempre: per creare un effetto realtà?). Dunque, un giorno in quel parco il vecchio signore aveva incrociato uno scoiattolo che attraversava il viale di corsa passandogli quasi sui piedi; solo com’era, subito pensò che quella creaturina doveva assolutamente diventare sua amica. L’indomani lo rivide. Questa volta era su un ramo. Il vecchio signore posò una nocciola per terra e si allontanò di qualche passo. Con molta cautela, l’animaletto scese, afferrò la nocciola e corse via. Da quel momento, il vecchio signore, che non aveva nient’altro da fare, pensò solamente al momento felice in cui il suo futuro amico avrebbe preso la nocciola direttamente dalla sua mano e incominciò ad allontanarsi sempre meno dal boccone, dopo averlo posato per terra. Giunte a questo punto del racconto, le mamme, diminuivano la distanza fra il vecchio signore e lo scoiattolo con una lentezza esasperante: “Un giorno si fermò a due metri… il giorno dopo, a un metro e novantanove centimetri… poi  a un metro e ottantotto centimetri…” (ignoravano che ogni suspense ha un limite), così che ai bambini non gliene importava più niente di quell’addestramento così noioso e correvano via per i viali del parco con le bocche spalancate gridando: “Aria, aria!”. Il vecchio racconto cominciò a perdere la sua energia narrativa (che era già flebile in partenza) finché, anche per ragioni di età (era un racconto anonimo ormai sfibrato dal tempo), non tirò le cuoia lasciando i suoi protagonisti a una ventina di centimetri l’uno dall’altro in attesa di un contatto che non sarebbe mai avvenuto.

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