Galleria. La dottoressa Clancy

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La desiderava pazzamente, o almeno così credeva, perché in materia ne sapeva poco. Una volta aveva sentito il dottor Stillman (uno degli ingegneri che l’avevano costruito) confidarsi in laboratorio con il dottor Fuchs. Parlavano di una collega, la dottoressa Clancy. Stillman non parlava con la sua solita voce, emetteva dei brontolii che stavano fra il gemito e il rantolo: «Sono pazzo di lei! Quelle gambe mi mandano fuori di testa!» Il mite e laborioso dottor Stillman. Che passava l’intera giornata curvo tavolo da disegno. Un esempio per tutti. Almeno una volta doveva averla alzata, quella testa mentre passava la dottoressa Clancy. E gli era bastato per perderla.
PJ 18 era un robot programmato per azioni belliche leggere, più che altro come deterrente: lo avevano dotato di una piccola pistola con la quale poteva sparare scariche elettriche che teoricamente avrebbero dovuto spaventare il nemico. Una sera il dottor Stillman lo aveva convocato in laboratorio: «Sdraiati. Facciamo lo straordinario.» Lo aveva aperto, poi aveva incominciato ad armeggiare. Toglieva e metteva, senza dare spiegazioni, come sempre. Intanto parlava con quella voce che faceva paura: «Ho riflettuto a lungo e ho deciso che non è giusto… Anche tu devi sapere cosa significa… Adesso non puoi capire, ma quello che ti faccio è un grande dono, sai?» Lo aveva rimontato e PJ 18 si era sentito un po’ diverso da quando si era sdraiato sul lettino. Il mattino dopo, da come gli altri lo guardavano si rese conto che non era solo una sua sensazione. Quando incrociò la dottoressa Clancy, le si fermò di fronte, quasi sbarrandole il passo. Sentiva una necessità inedita, intensa e dolorosa, quella di parlarle a lungo ma lui stesso non sapeva di che cosa e comunque il vocabolario a sua disposizione sarebbe stato insufficiente. Riuscì soltanto a dirle: «Il dono…» La dottoressa Clancy rise: «Che ti prende, PJ? Siamo su di giri stamattina?» Si rese conto che le stava fissando le gambe. La dottoressa rise ancora e si allontanò.

PJ 18 si rese conto che quello di Stillman non era stato un dono. Senza quella maledetta modifica non si sarebbe mai accorto che la dottoressa Clancy era fornita di un paio di gambe, né tanto meno si sarebbe sorpreso a puntarle contro la pistola emettendo qualcosa che stava fra un gemito e un grugnito.

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