Galleria. Per mano

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Era stata sempre un po’ bambina – e quanto era piaciuto, a lui, fin dalle prime volte, insegnarle tutto, dal vino rosso che non si deve mischiare con quello bianco a come si mangiano le cozze, dalla consultazione dell’orario ferroviario alle pratiche sessuali, delle quali lei ignorava completamente l’esistenza. Sì, gli aveva dato delle grandi soddisfazioni, quella donnina che diceva sempre: “Ma davvero!?”, e subito aderiva a tutto, estatica, grata e felice di aver sposato uno che la sapeva tanto lunga. A volte, lui si era sorpreso a compiangere certi amici che raccontavano le loro beghe con le mogli testarde o addirittura ringhiose. Compiangeva, e tornato a casa inventava per la moglie qualcosa di mirabolante e sgangherato: un affare straordinario che li avrebbe fatti diventare molto ricchi, oppure un gesto eroico che lui aveva compiuto per alto senso civico. Non raccontava per mitomania, ma per sentirle dire  quel “Ma davvero!?” così gratificante. In mancanza di fantasia, analizzava la situazione politica con certe sottigliezze prive di senso, ma che alimentavano l’ammirata meraviglia di lei – il perno sfolgorante di quella felicità coniugale. Quando uscivano per una passeggiata, le chiedeva: “Dove ti piacerebbe andare?”; conosceva già la risposta ma non si stancava mai di ascoltarla: “A me piace andare dove vuoi andare tu.” E che voluttà sentire le ossicine di quella piccola mano che si rannicchiavano nel palmo possente di lui col più beato degli abbandoni! Quanta strada avevano fatto insieme, lui un poco avanti e lei che si faceva guidare come una principessa innamorata del suo cocchiere! Ma negli ultimi tempi, era sorto un inconveniente: lui non si ricordava più tanto bene i percorsi: da casa al mercatino rionale, tutto bene, ma al ritorno le strade, non si sa perché, si rigiravano, così a volte lui si dirigeva verso una casa che avevano abitato tanti anni prima, oppure verso il velodromo, in periferia, dove abitava la loro figlia. Sempre più spesso si piantava e a malincuore doveva fare ricorso a lei:
– Ma secondo te, dove siamo?
– E chi lo sa? 
Attraverso il tulle di una leggera cataratta (o era una delle tante varianti dell’angoscia?) gli arrivava il sorriso di lei, inalterato nel tempo e involontariamente crudele.

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