Un sorriso della scrittura. IRÈNE NÉMIROVSKY, IL MALINTESO

 

Boschi spiaggia web.jpg

Dino Boschi, Spiaggia

Yves Harteloup, un giovane uomo disteso su una spiaggia, contempla la folla di corpi “agili e seminudi, uomini e donne” che lo circonda e fra i tanti inquadra quello di una giovane madre, Denise Jessaint. La situazione, peraltro banale, è l’inizio del romanzo Il malinteso, di Irène Némirovsky (1927).

“Della donna non aveva visto il volto, ma il suo fisico era quello di un’affascinante statuina. Non poté fare a meno di sorridere pensando a quale somma di circostanze sarebbe stata necessaria a Parigi per permettergli quella visione che qui, in riva al mare, sembrava così naturale. Così com’era, btuna e rosea, con le linee e le curve del corpo che si intravedevano sotto il leggero costume, quella donna apparteneva un po’ a lui, uno sconosciuto, dal momento che era nuda per lui come lo sarebbe stata di fronte al suo amante.”

Non sono particolarmente sensibile alla questione delle scritture “di genere,” ma mi sono soffermato un poco su questo passaggio, diciamo meglio: su questo piccolo marchingegno narrativo pure così abituale, quotidiano potremmo dire, di un’autrice che indossa un paio d’occhiali maschili per rappresentare le pulsioni di un uomo nei confronti del corpo di una giovane donna. A una prima lettura sembra che l’immedesimazione sia perfetta e che realizzi una rozzezza di pensiero degna del più sottosviluppato dei maschi (la spiaggia come palcoscenico pornografico sul quale si possono vedere le donne nude senza sforzo, senza esborso di denaro, senza corteggiamenti); ma al tempo stesso, questo cambio di ottica, dal femminile al maschile,  inserisce nella narrazione l’embrione di un racconto (per un attimo, ce lo immaginiamo, lo squallido e ipotetico amante di città, con il suo darsi da fare per giungere a denudare la donna vestita: biglietti di corteggiamento, fiori,  inviti a cena, ecc.): questo artificio narrativo (l’embrione di un racconto di caccia alla donna, potremmo dire), sostituisce una pedissequa descrizione delle reazioni voyeristiche maschili e introduce un elemento di aerea leggerezza in un contesto che altrimenti si rivelerebbe greve e sudaticcio. Un sorriso della scrittura.

Irène Némirovsky, Il malinteso, Newton Compton, Traduzione di Marco Rinaldi

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