Jonathan Swift in meditazione. IL MANICO DI SCOPA

swift manico scopa

Talvolta anche gli autori più corrosivi sveleniscono il loro ingegno satirico e lo orientano verso una dimensione più meditativa. Di Jonathan Swift satirico è proverbiale la politicamente scorrettissima Modesta proposta, che per esteso recita Modesta proposta per impedire che i bambini della povera gente siano di peso per i loro genitori o per il Paese, e per renderli utili alla comunità – come è noto, la proposta consiste nel trasformare i piccoli in cibo per creare un circuito economicamente e gastronomicamente virtuoso. Meno citate, forse in quanto meno provocatorie, sono le Meditazioni su un manico di scopa, brillante e dolente esercitazione sull’età dell’uomo, un argomento classico che attraversa i secoli e i generi.

Il povero manico che oggi vedete ingloriosamente giacere in quell’angolo dimenticato, io so che un giorno fu fiorente in una foresta; era pieno di linfa, pieno di foglie, pieno di rami. Ora l’uomo tenta invano di gareggiare con la natura, legando quel fastello di ramoscelli secchi al suo arido tronco; col risultato che ora esso è il rovescio di quello che era un tempo: un albero capovolto con i rami a terra e le radici per aria; maneggiato da una qualunque donnetta, è destinato a eseguire il suo faticoso lavoro, per capriccio della sorte deve pulire le altre cose e sporcare se stesso; infine, ridotto a un moncherino dalle serve, viene buttato fuori dalla porta o condannato come ultimo uso ad accendere il fuoco.
Quando io mi accorsi di ciò, dissi fra me: certamente l’uomo è un manico di scopa. La natura lo ha creato forte e vigoroso, con i capelli in testa, poi l’ascia dell’intemperanza gli ha tagliato via i verdi rami e lo ha ridotto un arido tronco. Ma una scopa è il simbolo di un albero che sta in piedi sulla testa: mentre un uomo che cosa è se non una creatura capovolta, con la testa al luogo dei piedi, un essere che striscia in terra, eppure si erge, con tutti i suoi difetti, a universale riformatore e raddrizzatore dei torti, e che invece fruga in ogni sudicio angolo della natura, prendendo intensamente parte proprio a quelle porcherie che pretende di spazzar via? I suoi ultimi giorni sono spesi al servizio delle donne, e generalmente delle meno degne. Finché, ridotto al moncone, come la sua sorella scopa, non sarà messo a calci fuori dalla porta, o adoperato per accendere il fuoco, al quale altri possono scaldarsi.

Jonathan Swift, Meditazioni su un manico di scopa, Archinto, a cura di A. Brilli

 

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