Buon anno nuovo con ALFRED JARRY, ACROBAZIE IN BICI

Jarry_velo.jpg

Alfred Jarry sulla sua inseparabile bicicletta

Verso la fine dell’Ottocento, l’invenzione della bicicletta rivoluzionò, ancor più del treno, i trasporti di massa e la società stessa. Primo vero mezzo meccanico di trasporto individuale, poté garantire una libertà di movimento e d’azione negata per secoli all’uomo comune, a quell’“uomo della strada” che fino ad allora di strada ne aveva fatta ben poca. La bicicletta rappresentò per protofuturisti come Jarry l’incarnazione dell’“uomo-macchina”, uno “steam-cyborg” a pedali in cui gambe, telaio e manubrio si fondevano perfettamente in un prodigioso miracolo tecnico-atletico. Come nelle sue opere maggiori (Ubu re in testa, ma anche Il Supermaschio), Alfred Jarry travasa negli scritti ciclistici la paradossale, beffarda crudeltà che percorre la filosofia patafisica.

In occasione della corsa automobilistica Parigi-Berlino l’opinione pubblica si è commossa per il seguente incidente: in una delle città neutralizzate * un bambino di dieci anni ha attraversato la strada davanti a uno dei veicoli, che procedeva alla velocità molto moderata di dodici chilometri orari, rimanendo ucciso sul colpo.
A nostro parere si tratta di un fatto eccellente per le ragioni che esporremo. Nell’anno 1888 o 1889 i turisti in bicicletta o in biciclo venivano insultati in lingua abbaiata, preso a morsi e fatti cadere, finché i cani, come oggi possiamo constatare, non ebbero appreso l’abitudine di scansarsi, così come da una vettura, anche dal nuovo apparecchio locomotore.
Benché più lentamente di quanto non abbia fatto il suo compagno quadrupede, l’essere umano adulto ha finito per imparare a lasciar libero il passo ai veicoli veloci. L’uomo a piedi non sciama più in branchi sulle piste ciclabili, in compenso è abbastanza comune trovarvi un orso, in prossimità delle roulotte dei nomadi, e un giorno, a dispetto di ogni regola, vi incontrammo perfino un cavallo sormontato da un ufficiale francese.
L’essere umano in tenera età, il bambino, giacché bisogna chiamarlo con il suo nome, si esercita al coraggio in previsione delle guerre future attraversando per sfida la strada davanti a cicli e automobili. Notiamo che come certi popoli selvaggi, che manifestano il proprio valore mostrando il deretano al nemico ma non tanto sono temerari da esibirglielo troppo vicino, il bambino si diverte a correre questo rischio soltanto quando il pericolo è ancora distante, cioè quanto il veicolo non arriva a velocità sostenuta. L’incidente della Parigi-Berlino è una logica conseguenza dell’assurda idea di «neutralizzare» le città. È anzi incredibile che sia stato un solo bambino, e non diecimila persone che hanno raggiunto già da un pezzo quella che usiamo chiamare l’età della ragione, a scorrazzare davanti ai corridori che gliene davano il tempo. In compenso si noterà che non si è verificata nessuna collisione sulla strada, percorsa a quasi cento chilometri orari.
A giustificazione del nostro titolo aggiungiamo che il pedone corre meno rischi rispetto al ciclista o all’automobilista; egli si espone a una semplice caduta dalla sua altezza, e a non essere proiettato da una macchina in corsa, né rischia la distruzione del suo prezioso veicolo; quindi fino al giorno in cui non avrò avuto fine questa follia di lasciar circolare gente a piedi sprovvista di previa autorizzazione, targa freni, campanello, tromba e fanali dovremo sconfiggere tale pericolo pubblico: il pedone pirata della strada.

Alfred Jarry, Acrobazie in bici, Bollati Boringhieri, Traduzione di Nicolas Martin

* Nelle corse automobilistiche che prevedevano l’attraversamento dei centri urbani si «neutralizzavano» le città, onde evitare il rischio di incidenti, imponendo una velocità controllata alle automobili; il tempo di attraversamento veniva poi scorporato dal conteggio della durata della gara (N.d.R)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...