SPOT. I crudeli graffiti della giovinezza. BRUCE E GLI UNDER 30

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http://news.vodafone.it/2016/06/13/vodafone-shake-il-nuovo-spot-con-bruce-willis/

Guardando l’ennesimo spot della saga Vodaphone/Willis, viene in mente, per contrasto, un edificante e assai noto racconto per ragazzi di Tolstoj, Il nonno e il nipotino, che dice più o meno così:

Il nonno era molto vecchio. Camminava stentatamente, la vista gli si era indebolita, ci sentiva poco e quando mangiava imbrattava tovaglia e vestiti. Il figlio e la nuora s’infastidirono tanto che lo cacciarono dalla tavola comune e gli prepararono un seggiolone a parte, dietro la stufa.
Un giorno, mentre gli porgevano la minestra, il vecchio non afferrò la scodella che cadde e andò in pezzi. La nuora diede in escandescenze e disse che da allora in poi gli avrebbero dato da mangiare in una ciotola di legno, come alle bestie.
Il vecchio sospirò e chinò la testa.
Il giorno seguente, Michele, il nipotino, seduto in terra accanto al nonno, cercava di congiungere alcuni piccoli pezzi di legno ricurvo.
«Che fai, Michele?» gli chiese il babbo. Michele rispose: «Sto fabbricando una ciotola. Quando tu e la mamma sarete vecchi mi servirà per darvi da mangiare».
Il marito e la moglie si guardarono sconcertati e scoppiarono in lacrime. Ricondussero subito il vecchio genitore alla tavola familiare e lo circondarono d’ogni premura possibile.

E’ evidente che nei futuri spot della serie non ci saranno capovolgimenti né tanto meno ravvedimenti, nessuno passerà sottobanco al vecchio Bruce qualche giga avanzato, nessuno lo inviterà al giovanile consesso: il bello del gioco (e dello spot) sta proprio nel meccanismo dell’esclusione, in essa risiede la forza dell’offerta promozionale riservata “a chi ha meno di trent’anni”. Si potrebbe anche dire che Bruce se l’è andata a cercare: lusingato dalla ragazza (ventiquattrenne) che lo sta ritraendo in un (deplorevole) ritratto sul muro, ha incominciato a registrarla col cellulare ma sul più bello gli finiscono i giga – metafora impietosa? casuale? maliziosa?, chi lo sa.
Credo nel mettere in scena il proprio declino ci sia un piacere sottile non privo di una certa civetteria  soprattutto quando ancora ci si regge bene in piedi, come Bruce. Alcuni attori lo realizzano interpretando Re Lear.

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