La Striscia. RADIGUET

Schermata 2016-08-03 alle 10.57.23

Il fuoco m’incantò, mentre constatavo che, come me, Marthe aspettava di sentirsi scottare un fianco, prima di girarsi sull’altro. Il suo volto calmo e serio non mi era mai parso così bello come in quel bagliore selvaggio che, invece di dissolversi nella stana, conservava integra la sua forza. Se ci si allontanava di lì, il buio era così fitto che si urtava contro i mobili.
Marthe non conosceva la malizia. Si manteneva severa nel godimento.
Accanto a lei la mente mi s’intorpidiva a poco a poco. La trovai diversa. Proprio adesso che ero sicuro di non amarla più, cominciavo ad amarla. Mi sentivo incapace di calcoli, di macchinazioni, di tutto ciò da cui, fino a quel momento e in quella precisa occasione, non credevo fosse immune l’amore. Di colpo mi sentivo migliore. Quel brusco cambiamento avrebbe aperto gli occhi a chiunque altro: io non mi accorsi d’essermi innamorato di Marthe. Tutto, invece, mi sembrò una prova che il mio amore era morto, sostituito subito da un bel sodalizio. E quella lunga prospettiva d’amicizia mi obbligò ad ammettere d’improvviso quanto un sentimento diverso da parte mia sarebbe apparso colpevole, lesivo verso l’uomo che l’amava, a cui lei doveva appartenere, e che non poteva vederla.

Raymond Radiguet, Il diavolo in corpo,
Feltrinelli, Traduzione Maria Larocchi

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