La danza delle anime in rete

imageMolti anni fa, una volonterosa intervistatrice, pose a Luca Ronconi la canonica domanda: “Lei pensa che fra televisione e teatro sarebbe augurabile un rapporto virtuoso? La televisione potrebbe essere utile al teatro per diffonderlo presso un pubblico più vasto, per avvicinare i giovani, ecc…”Alla quale Ronconi rispose: “Non saprei, mi sembra che ci sia già tanta televisione nel nostro teatro”.
Questa frase mi è tornata in mente, poco fa, mentre ascoltavo un’intervista di Alessandra Tedesco a Massimo Bisotti nel corso della trasmissione “Il cacciatore di libri” (Radio 24). Alessandra Tedesco è una giovane conduttrice sorretta da una vitalità inossidabile; le sue interviste sono animate da un entusiasmo interiore e misterioso che non si può spiegare se non con una ammirazione stupefatta e commossa nei confronti di tutto ciò che è stampato, simile a quella che dovette cogliere Gutenberg di fronte alla nascita della sua prima e ancor umida Bibbia. Alessandra interpreta il suo ruolo di cacciatrice di libri con uno scrupolo che non le consente discriminazioni riguardo alla selvaggina, così subito dopo Jonathan Coe questa mattina ha incontrato Massimo Bisotti che, lo confesso, non conoscevo – e credo di essere uno dei pochi, visto che si tratta di un blogger che conta centinaia di migliaia di fan e che di conseguenza è approdato in casa Mondadori. Durante l’intervista Alessandra ci informa che Bisotti ha fatto breccia nel cuore dei suoi lettori in rete con gli aforismi (“Così come una volta si leggevano gli aforismi di Oscar Wilde, oggi si leggono quelli di Massimo Bisotti”), e non c’è da meravigliarsene perché l’aforisma è la forma aurea, il piccolo Sublime a cui tende la rete; non a caso aprendo la schermata di Facebook la prima cosa che si legge è la domanda “a che cosa pensi?”. Le ragioni per cui i pensieri di Bisotti trovino tante risonanze in tanti lettori sorpassano le mie capacità di analisi, quindi mi affido all’interpretazione che ne dà la rete: “Bisotti riesce a scavare dentro il suo cuore e quello del lettore e metterli in comunicazione, creando un contatto di anime che si mettono a nudo”. Poteva resistere Mondadori a questo consesso di anime nude danzanti?
Ritornando a Ronconi che ricordavo all’inizio, c’è sempre più Facebook nella nostra editoria, e non solo per quanto riguarda Bisotti.

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