Il video della domenica. TOM WILLIAMS, STREET TYPOGRAPHY. Gli eredi inconsapevoli di Giotto 1’40”

Schermata 2016-04-06 alle 19.07.58http://www.ilpost.it/2014/04/06/tipografia-urbana/Fra i pochi momenti piacevoli che offriva la scuola di molti anni or sono c’era l’acquisto delle matite colorate, sempre di marca Giotto; da sei o da dodici pastelli, ma quasi sempre da sei, perché le madri sapevano come andavano le cose, presto quelle matite sarebbero state smangiucchiate, perdute, scambiate, distrutte; così, l’acquisto dei pastelli era una pratica ricorrente e, data la povertà iconica dei tempi, l’occasione per procurarsi una figurina: sull’astuccio infatti era illustrata la leggenda secondo la quale il piccolo Giotto, un pastorello destinato dal padre all’arte laniera, stava mirabilmente disegnando, per l’appunto, una pecorina sotto l’occhio di Cimabue il quale, ammirato da tanta perizia, avrebbe poi deciso di cooptarlo nella sua bottega. A dir la verità, quel disegno non sembrava così eccezionale, e ogni bambino pensava in cuor suo che, applicandosi, avrebbe potuto fare persino di meglio; invece, sembrava molto più notevole, nell’immaginario infantile, un’altra leggenda secondo la quale il piccolo pittore riusciva a tracciare a mano libera dei cerchi perfetti, le famose “O di Giotto”, con le quali molti bambini si cimentavano, come se si trattasse di un test d’ingresso che avrebbe spalancato le porte della più alta accademia pittorica e forse della gloria. Le “O di Giotto” mi sono tornate in mente quando ho visto questo basico filmato nel quale due operai tracciano con una facilità impressionante (artistica?) delle scritte stradali, senza sogni di gloria e probabilmente a fronte di uno stipendio contenuto.

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