PUCK E L’ALLODOLA. Taccuino dalle prove 2 La trama.

coppia puckhttp://fondazionetpe.it/spettacoli/puck-e-lallodola/

Era inevitabile, un passaggio obbligato, tanto vale che lo sbrighiamo oggi, in questa seconda pagina del taccuino. La trama.
Anzitutto non date troppo retta alla sinossi pubblicata sul blog del TPE, l’ho scritta molto tempo fa, non ricordo quando, certo in una giornata grigia e seriosa.
Dunque, c’è un attore… No, diciamo meglio: prima di tutto c’è un grande palcoscenico pulsante di voci e di musica, quella in cui Mendelssohn immerge la commedia di Shakespeare. Nella selva del Sogno di una notte di mezza estate, la partita capricciosa che si gioca fra gli elfi e gli umani si trasforma in uno struggente rincorrersi e soprattutto in un rincorrere (quanto mai romantico!) il sogno stesso, più che l’amato o l’amata.
Sui fili di questa ragnatela di musica e parole saltella il folletto Puck, messaggero d’amore e artefice di piccole magie dispettose. Saltella finché può, naturalmente, perché gli anni passano, le repliche si susseguono, le gambe incominciano a diventare meno agili e soprattutto cresce la consapevolezza che la clessidra della vita non ha più tanti granelli: all’alba, al canto dell’allodola, il sogno scenico svanirà: il tempo della rappresentazione e quello dell’esistenza procedono in sincrono. Siamo, se si vuole, nella più banale delle analogie: la vita, così come il teatro, sono destinate a finire; ogni notte, il sogno, con le sue volute arabescate e imprevedibili, si dissolve per lasciar posto al giorno prosaico; analogamente, ogni rappresentazione che finisce prelude a un ritorno a casa, alla cucina, alla minestra, alla compagna, all’allodola, il cui canto lacera il tessuto onirico separando il tempo della finzione da quello della realtà quotidiana.
Torniamo all’attore che abbiamo lasciato appeso, molte righe fa. Puck torna a casa, questa è la storia. Torna a casa, e da casa torna in teatro, continuamente, per tessere i fili delle sue due vite, quella scenica e quella domestica. E a casa trova la sua allodola, che ha un’altra vita da raccontarci.
(Ma questo non è ancora il racconto di una trama, vedremo di ovviare nelle prossime pagine del taccuino).

 

 

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