Un quarto di secolo nel grembo della Terra. GASTON BACHELARD

25 anni sottosuolohttp://www.attivotv.it/un-uomo-passa-25-anni-sotto-terra/

Il signor Ra Paulette si è inabissato nel sottosuolo venticinque anni fa e ha incominciato a scavarlo, anzi a scolpirlo in forme fantasmagoriche. E’ una scelta di vita del tutto personale e in quanto tale si potrebbe non immischiarsene. La notizia, avvolta dall’inconfondibile sapore dell’Inutile che caratterizza tanta comunicazione della rete, rimanda tuttavia a una pagina del filosofo Gaston Bachelard (“La Terra e le fantasticherie della volontà”) di cui vi proponiamo un frammento. Ha a che fare con l’incessante lavorio del signor Ra Paulette?

L’essere umano che lascia gli uomini sul fondo sue fantasticherie, guarda infine le cose. Reso così alla natura, l’uomo è restituito alla sua potenza trasformatrice, alla sua capacità di trasformazione materiale; la condizione necessaria è che pervenga alla solitudine non ritirandosi dagli uomini, ma con le forze stesse del lavoro. Uno dei maggiori motivi d’interesse del romanzo Robinson Crusoe è il fatto che in esso si racconta una vita laboriosa, industriosa. Nella sua solitudine attiva, l’uomo vuole scavare la terra, sbalzare la pietra, tagliare il legno. Vuole lavorare la materia, trasformarla. Allora l’uomo non è più un semplice filosofo davanti all’universo, è una forza infaticabile contro l’universo, contro la sostanza delle cose.
Che un oggetto inerte, duro sia l’occasione per una rivalità non solo immediata ma soprattutto di una lotta cercata e rinnovata, è un’osservazione che si può fare se si dà un utensile a un bambino. L’utensile si caricherà subito di una potenzialità distruttrice, di un coefficiente d’aggressione contro la materia. Un utensile ha un coefficiente di vigore e un coefficiente di intelligenza. Le vere fantasticherie della volontà, pertanto, non si esauriscono nella contemplazione del fine, come accade al velleitario, al sognatore che non sperimenta l’eccitazione della materia effettiva, che non vive la dialettica della resistenza e dell’azione, che non accede all’istanza dinamica del contro. Le fantasticherie della volontà operaia amano sia i mezzi che i fini. Per essa, l’immaginazione dinamica ha una storia, si racconta delle storie.

Gaston Bachelard, La Terre et le rêveries de la volonté, José Corti

 

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