il 22 ottobre teatri aperti. Un fiume di generosità

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Dunque, il prossimo 22 ottobre, e tutti i 22 ottobre che verranno, per sempre, insomma – analogamente alla Befana, alla Giornata delPi Greco e a quella del Gatto, si andrà a teatro gratis.
“Si tratterà”, ha spiegato il direttore generale dello spettacolo dal vivo del Mibact Ninni Cutaia, “di una vera e propria giornata di festa, con eventi programmati per tutto il giorno, dagli spettacoli al mattino per le scuole alle visite guidate per far conoscere le meraviglie dei tanti bellissimi teatri italiani, agli spettacoli serali, che saranno di tutti i generi, dalla prosa all’opera alla danza. Una grande giornata di apertura e una grande generosità da parte dei teatri.”
Si pensa, insomma, di ripetere per il teatro la grande operazione di dieci anni fa, quando si decise di vincere la disaffezione alla lettura, “Una testa, un libro”: come tutti sapete, ogni 13 marzo i cittadini entrano festosamente in libreria e scelgono un libro gratis (ma uno solo), gentilmente offerto dalla generosità degli editori e dei librai. Sono 30 milioni di libri omaggio ogni anno, 300 milioni da quel primo 13 marzo. All’inizio, “Una testa, un libro” incontrò qualche resistenza perché la generosità stentava a mettersi in moto, ma infine gli operatori del settore furono toccati dalla nobiltà del progetto e in pochi anni gli italiani conquistarono quel primo posto nella classifica dei lettori che tutta l’Europa c’invidia. Per dare un’idea, nella Repubblica Ceca e in Russia, che ci seguono al secondo e al terzo posto, le ore dedicate alla lettura sono poco più di sette la settimana, mentre in Italia abbiamo superato le venticinque (più di tre ore al giorno); qualcuno ipotizza che se l’annuale omaggio di libri fosse portato a due,  supereremmo agevolmente le trenta ore.
E’ probabile che la giornata del teatro produca effetti simili. La mattina del 22 ottobre, dopo quindici giorni di indispensabile bombardamento mediatico, i risvegli degli italiani saranno percorsi da una leggera, euforica febbre: “Tu a che ora vai a teatro?”, “Dipende. Se riesco a ottenere un permesso, alle 18 vado a vedere Bekannte Gesichter, gemischte Gefühledi Botho Strauss, che è proprio vicino al mio ufficio.” “Che cos’è?” “Non lo so, non sono mai stato a teatro, ma è gratis”. “Ah, beh…” ” E comunque stasera, alle 21, mi vedo Ma non andartene in giro tutta nuda.” “E’ in italiano?” “Sembra di sì.” “Per cominciare mi sembra meglio. Anch’io non sono mai andato a teatro, magari vengo con te.” È il più è praticamente fatto.
Se l’operazione “teatri aperti” funzionerà come “Una testa, un libro”, passeremo dagli attuali 8 milioni e 600mila spettatori annui (del teatro di prosa) a 43 milioni abbondanti. Probabilmente gli spazi esistenti non basteranno più e si dovrà costruirne dei nuovi, ma il Ministero ha già fatto sapere che non ci sarà nessun aggravio di spesa per lo Stato: è noto infatti che la generosità delle imprese di costruzione non è inferiore a quella dei teatranti; interpellate informalmente, la Saipem, l’Ansaldo, la Todini e molte altre ditte importanti si sono dichiarate disponibili a costruire teatri a costo zero – anzi, sembra che la prospettiva le diverta: “Tanto per uscire dalla solita routine, sempre ponti, condomini, grattacieli… Finalmente qualcosa di diverso”.
L’operazione potrebbe provocare un altro risultato, solo apparentemente secondario: si spera che questo virtuoso vortice che investirà l’attività teatrale del nostro Paese faccia tramontare le cene con spettacolo (o, viceversa, gli spettacoli col contorno di mangiatori chiassosi e un po’ bevuti) alle quali ricorrono alcune formazioni teatrali per tirare avanti. Ma è solo una speranza; può darsi che invece gli spettatori, ormai trasformati irrimediabilmente in commensali, se ne infischino dei teatri aperti e reclamino a gran voce che siano resi gratuiti i ristoranti e le trattorie: non una volta all’anno, ma ogni sabato sera. 

P.S. In un articolo pubblicato su teatroecritica.net (molto più serio di questo, da non perdere), Andrea Pocosgnich pone alcune domande al Ministro, fra le quali questa: “Ci sarà un bando per i teatri privati o chiederete a tutti di trasformasi in volontari per un giorno? Non sarebbe una novità.” Già.

 

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