DINO BUZZATI, LO SCARAFAGGIO. Audio Radiospazio 6′

Decay-2

https://www.spreaker.com/user/7897121/buzzati-lo-scarafaggio

Non sarà un’espressione criticamente irreprensibile, ma viene da dire che nei migliori racconti di Buzzati si realizza (si materializza?)  un qualche cosa di esterno al racconto stesso, un ingranaggio collocato all’ultimo piano di un grattacielo senza fine, che governa di lassù la narrazione. Buzzati ama i grattacieli e, di conseguenza, le vertigini (o viceversa, le due cose sono interdipendenti); basti pensare a Il fischio al naso e a Ragazza che precipita: nel primo racconto, il protagonista, ricoverato al primo piano per un banalissimo fastidio, viene fatto salire da un piano all’altro di una clinica, e nella salita tutto diventa nebuloso e indecifrabile; nel secondo, una ragazza si lancia con entusiasmo da un grattacielo e la durata della sua caduta coincide con quella della sua stessa vita (come dire: la vita è una caduta graziosamente imbellettata, che va perdendo il trucco via via). In questo racconto la vertigine, se si potesse dire, si espande orizzontalmente. Intorno al corpicino di uno scarafaggio schiacciato nel buio della notte si intesse una ragnatela di segni solo apparentemente incongrui; la soluzione giunge, come in un thriller (ma metafisico) con l’ultima frase.
L’audio è tratto dal nostro spettacolo su Buzzati
Qualcuno o qualcosa sta salendo le scale, del 2013. Gli attori sono Roberto Accornero ed Eleni Molos, davvero bravi.

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