L’autore che fece ridere KAFKA, JAROSLAV HAŠEK

J.hasekQuest’uomo, dall’aria fra l’appannato e il trasognato, è stato uno scrittore, anzi uno dei più importanti scrittori cechi del secolo scorso, anche se probabilmente questa definizione  gli sarebbe andata stretta: nonostante la sua ricca e talvolta convulsa produzione letteraria, nonostante avesse scritto un romanzo grottesco e ferocemente antimilitarista, Il buon soldato Sc’vèik, la vera vocazione di Jaroslav Hasek era quella di “stare in baracca”, cioè andare per le bettole di Praga (tutte, a quanto risulta, visitate regolarmente) a bere e a far casino con gli amici – e se nel corso della giornata gli veniva da scrivere, non se ne tornava certo al tavolo di casa ma sfornava, lì dov’era, un racconto, annaffiandolo con nuovo e fresco carburante.
L’alcol gli doveva conferire una lucidità “altra” che produceva esiti fantasiosi, come quello, ad esempio, di scrivere su un giornale di destra e di contestarsi furiosamente su un organo di stampa anarchico – un esercizio impensabile per certi opinionisti che  curano la loro immagine maniacalmente, con un’attenzione da manicure. Nel 1912, in occasione delle elezioni politiche, ad Hasek venne l’idea di fondare un partito dadaista al quale, contraddittorio com’era, diede il nome di “Partito del progresso moderato nell’ambito della legge”.  Fra i molti amici intervenuti al comizio (in una bettola, naturalmente) ce n’era anche uno che in quelle occasioni nascondeva il suo imbarazzo dietro un sorrisetto svagato e formale, come a dire: sono qui ma lasciatemi stare.  Il convenuto era Franz Kafka che secondo i testimoni fu sopraffatto dall’oratoria e dalla scorrettezza politica di Hasek e che si abbandonò a numerose, irrefrenabili risate. Pare che anche anni dopo, ricordando quella serata, Kafka non potesse trattenersi.
Riportiamo un frammento del comizio, grazie al blog “La tradizione libertaria”.

“Cari amici,
ho l’onore di presentarmi come candidato e dico subito, con franchezza: È noto che un deputato riceve un’indennità di dieci fiorini al giorno, una bella somma. È di questa, perché dovrei mentire, che m’importa soprattutto. Con il mio attuale lavoro di scrittore e di giornalista non potrò mai guadagnare dieci fiorini al giorno, a meno che non faccia la spia per la polizia come seconda professione. Dieci fiorini! Se sarò eletto saranno bene comune, che scialacquerò con amici di partito ed elettori.
Passando alla situazione politica, posso dire soltanto che è proprio schifosa, per quanto molto meno ripugnante della politica stessa, ciò che si può rilevare dalla voracità di molti noti uomini politici (acclamazioni: “Farabutti, truffatori, ladri, porci, ecc”). Giustissimo, è così che si deve intendere, se osservando tutte quelle porcherie e intrighi, ci ritraiamo in noi stessi, ci scrutiamo per giungere alla conclusione: infischiarsene di tutto e percorrere la strada che porta alla buona bevuta, che fa dimenticare tutto, la quale, in verità, deve portare all’alcolismo, come dice il programma. L’alcolismo è dunque in primo luogo, come detto, tanto diffuso, perché la gente vuole dimenticare e si sforza di sottrarsi a quegli scellerati, e inoltre, in secondo luogo, perché sono delle scimmie: di uno vogliono imitare tutto. Per esempio io comincio a trincare; subito si uniscono a me due, tre, dieci fratelli, bevono con me, e poiché i dieci danno ancora una volta un maledetto esempio, decuplicato, ad altri dieci, già bevono in cento e cento volte cento fanno diecimila e diecimila per diecimila sono un milione, tutta una nazione e popoli interi!
Le prostitute e le abitatrici dei bordelli sono delle vere samaritane, piene di bontà, in confronto alla prostituzione politica. Le innocenti e graziose creature sono proprio delle sante se confrontate con i beneficiari dei disordini politici che scuotono ininterrottamente con sobillazioni l’infelice penisola balcanica, insieme a imbrogli di corruzione, ciò che ognuno di noi può riconoscere chiaramente. Se sarò eletto, prometto ai miei elettori che, nell’ambito del nostro programma di partito, metterò in discussione in parlamento tutte le porcherie che ognuno di noi ha sotto gli occhi tutti i giorni.”

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