JULES SUPERVIELLE, PROFEZIA

6732571_sett-ott-nov-2012-001Franco Nonnis, Uccello in gabbia


Un giorno la Terra sarà soltanto
uno spazio cieco che gira,
confondendo il giorno e la notte.
Sotto il cielo immenso delle Ande
non ci saranno più montagne,
neppure un piccolo burrone.

Di tutte le case del mondo
resisterà soltanto un balcone
e dell’umano mappamondo
solo una tristezza senza fondo.

Del defunto Oceano Atlantico
solo un piccolo gusto salato nell’aria,
un pesce magico e volante
tutto del mare ignorante.

Da un coupé del millenovecentocinque
(le quattro ruote e niente strada!)
tre ragazze dell’epoca
rimaste allo stato di vapore
guarderanno attraverso la portiera
pensando che Parigi lontana non è
e sentiranno soltanto l’odore
del cielo che vi prende alla gola.

Dove c’era la foresta
si alzerà un canto di uccello
che nessuno saprà individuare,
né preferire, neppure udire,
eccetto Dio che, lui sì, l’ascolterà
dicendo: “È un cardellino”.

Jules Supervielle, Profezia, “Poesia francese del ‘900″, Bompiani
Traduzione Vincenzo Accame

Modelli sociali. L’età dell’oro. WILLIAM SHAKESPEARE, LA TEMPESTA

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Nella comunità io vorrei che ogni cosa fosse fatta al contrario di ciò che si fa ordinariamente. Non ammetterei alcuna specie di traffico, alcuna autorità di magistrato. L’istruzione vi dovrebbe essere sconosciuta; non ci dovrebbero essere né ricchezza né povertà, né impieghi servili, non contratti, non successioni, non divisioni, non confini di terre, non coltivazioni, non vigne; nessun uso di metalli di grano, di vino, di olio; nessuna occupazione: tutti gli uomini in ozio, tutti; ed anche le donne, a innocenti e pure; nessuna sovranità… La natura dovrebbe produrre tutte le cose in comune senza sudore e senza pena; non ci avrebbero a essere tradimenti, non fellonia, non spade, non pugnali, non cannoni e nessun bisogno di alcun altro arnese da guerra. La natura dovrebbe generare da se stessa ogni abbondanza per nutrire il mio innocente popolo.

William Shakespeare, La Tempesta, Atto I, Scena II, Gonzalo
Rizzoli, A cura di Mario Praz

Una boccata d’aria fra i veleni calcistici. JACQUES TATI, IL PORTIERE. 1′

Schermata 2015-12-22 alle 10.22.33https://www.youtube.com/watch?v=Y_ejuEJbNSA

E’ il periodo meno inquinato dell’anno, per quanto riguarda il calcio. Sui prati degli stadi vedovi spunta la pianticina anomala dell’ironia.

Sotto l’albero di Natale. Il regalo delle parole. JAMES HILLMANN, FORME DEL POTERE

imageBisogna ascoltare i bambini (quando non strillano tutti insieme come nel talk show – in questo caso, abbandonate la stanza); il giorno di Natale, a una bambina di quattro anni furono donati degli acquerelli con i quali si diede a pasticciare servendosi di un bicchiere che ben presto si variegò d’innumerevoli, pallide striature. Un nonno che assisteva alla scena le chiese: “Fai un pastrocchio di vernici?”, al quale la bimba rispose: “Vorrai dire un pastrocchio di tempere”.
La risposta non nasceva dalla saccenteria (spesso i bambini lo sono) ma dall’attenzione al linguaggio, che nel caso specifico coincideva con l’attenzione al fenomeno della combinazione dei colori. Era evidente la separazione fra chi si trovava all’esterno di un processo (il nonno osservatore distratto) e chi ne era, invece, profondamente partecipe (la bambina). L’esattezza del linguaggio e l’esattezza del fare (pure nel pastrocchio sperimentale) coincidevano.
A quel nonno e a quella bambina, nonché a tutti coloro che si esprimono con parole e con atti, è raccomandabile la lettura di questo breve passo di James Hillmann.

Se non facciamo attenzione alle parole, siamo come muti – incapaci di parlare, ma anche ebeti, stupidi. Questo mutismo si traduce in quell’uso grezzo e ottuso del potere che sono le brutalità della polizia, le sparatorie dall’auto in corsa, gli stupri, le violenze domestiche, le aggressioni gratuite, la forza esagerata, la guida in stato di ebbrezza, le gare a chi urla di più, il suono amplificato, il comportamento rude, duro, e i bambini piccoli con pistole da grandi. Il linguaggio può esprimere ogni sfumatura di emozione, ed è proprio questa la sua bellezza – e il suo potere. Private del senso delle parole, le nostre espressioni emotive diventano primitive, fisiche e prive di sensibilità.

James Hillmann, Forme del potere, Garzanti
Traduzione Paola Donfrancesco

Il video della domenica. AUGUST STRINDBERG, DANZA DI MORTE. 2’30”

danza di mortehttps://www.youtube.com/watch?v=4kVqmgjCCwQ

Edgar e Alice sono alle soglie del loro cinquantesimo anniversario di matrimonio. Entrambi hanno fallito quelli che credevano essere gli obiettivi della loro vita: lui non è diventato maggiore, lei non è diventata attrice. Non rimane loro che il palcoscenico domestico per mettere in scena la loro feroce, rituale commedia.
Un frammento del capolavoro strindberghiano impreziosito da due grandi interpreti del ‘900, Lilla Brignone e Gianni Santuccio.

EVA FUTURA. Recensione di Maura Sesia su Sistema teatro Torino (con appendice malinconica)

Senza titolo-3Pubblichiamo con una certa malinconia venata di stanchezza. Bisogna interrogarsi sul senso del proprio lavoro. Subito, o almeno da lunedì.

APPUNTI PER UN NOVECENTO. Prima ricognizione intorno al Polo. 17 dicembre 2015

icona spettacolo polo

http://www.compagniadisanpaolo.it/Programmi/Polo-del-900

Non vi abbiamo detto niente prima, perché la serata era a inviti, era un rodaggio, un primo passo in uno spazio che si viene costruendo da alcuni mesi a Torino, questo: Polo del Novecento che sarà inaugurato in primavera e che può diventare uno straordinario volano per la cultura torinese.
Dal punto di vista drammaturgico, il nostro spettacolo è stato molto lineare e apparentemente piuttosto basico: quattro attori (Charlotte Barbera, Andrea Fazzari, Eleni Molos, Rocco Rizzo), sei videopillole di Francesco Ghisi e Claretta Caroppo, e un drammaturgo in campo impegnato a cucire i racconti degli abitanti del quartiere e i materiali letterari che gli attori andavano dipanando. Il gioco, per quanto semplice, era piuttosto spericolato, come lo sono sempre le analogie e i contrappunti che cercano di  organizzare in un’unica partitura materiali eterogenei. L’esperimento è riuscito? A giudicare dalle reazioni del pubblico si direbbe di sì, ma la riprova l’avremo più avanti quando e se questo viaggio riprenderà con nuove tappe: il Novecento è una sterminata regione, tutta da interpretare e da ripercorrere.

EVA FUTURA. Ricapitolando (e poi passiamo ad altro)

Schermata 2015-12-15 alle 12.20.23Bisogna archiviarla, questa Eva futura, e lasciare spazio alle nuove iniziative. Lo facciamo riproponendo alcuni link tratti dal diario delle prove. E voltiamo pagina.

EVA FUTURA. Appunti dal retropalco. L’Apparizione al buio
https://radiospazioteatro.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=6601&action=edit

EVA FUTURA. E dalla rete emerge l’antenata in bianco e nero
https://radiospazioteatro.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=6588&action=edit

EVA FUTURA. Appunti da un’anteprima. Fra sorrisi e sganci
https://radiospazioteatro.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=6554&action=edit

EVA FUTURA. L’Arabesco e il Grottesco
https://radiospazioteatro.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=6504&action=edit

EVA FUTURA. Il mistero della donna perduta e irreperibile
https://radiospazioteatro.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=6493&action=edit

EVA FUTURA. Appunti dalle prove. La Costumiera
https://radiospazioteatro.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=6452&action=edit

EVA FUTURA. Appunti dalle prove. Romantico o Carattere, è solo questione di trucco
https://radiospazioteatro.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=6442&action=edit

EVA FUTURA. Appunti dalle prove. Il difficile viaggio da Ovidio ai Baci Perugina
https://radiospazioteatro.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=6390&action=edit

EVA FUTURA. Appunti dalle prove. LO SCIENZIATO E L’ENTITA’
https://radiospazioteatro.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=6364&action=edit

EVA FUTURA. Appunti dalle prove. I giorni degli stophttps://radiospazioteatro.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=6335&action=edit

 

 

EVA FUTURA. La recensione di Dolores Pesce su IL DRAMMA.IT

Schermata 2015-12-14 alle 15.07.42continua a leggere su

http://www.dramma.it/index.php?option=com_content&view=article&id=18652:eva-futura&catid=39&Itemid=14

EVA FUTURA. Appunti dal retropalco. L’Apparizione al buio

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http://fondazionetpe.it/spettacoli/eva-futura/

Non diversamente da quanto avviene nella vita quotidiana, anche in quella vita parallela e stralunata che si dipana in palcoscenico si verificano degli imprevisti, Gli attori ne sono ghiotti: vivendo avvolti dall’ineffabile (non si può raccontare uno spettacolo), e scendendo, replica dopo replica, i gradini di una scala che porta al nulla (uno spettacolo svanisce senza lasciare traccia), l’imprevisto appare loro come una piccola narrazione possibile e liberatoria, un evento che non perde nulla nel racconto orale e che dunque può essere replicato e arricchito continuamente. L’imprevisto si trasforma così in aneddoto, e va a confluire immaterialmente in quella grande memoria collettiva che si estende, sconfinata pianura, ai piedi della storia non scritta del teatro. 
Due sere fa Eleni Molos, che interpreta Sowana (misteriosa entità aleggiante nel laboratorio di Edison), preparandosi a entrare in scena, si accinse ad accendere le luci come al solito. Il costume di Sowana è un’ingegnosa creazione per la quale Augusta Tibaldeschi ha attinto alle suo immaginario cinematografico adolescenziale (Walt Disney e Guerre stellari, direi) per dar corpo a una creatura casta e spumeggiante di luci. Ma l’altra sera le luci non si accesero, per un guasto alla batteria, al cavo di alimentazione o per chissà cos’altro. Ora, Sowana senza luci non è così irreparabile come il Cid senza spada ma il piccolo black out è certamente destabilizzante. La Molos se la cavò benissimo lo stesso, e ieri sera si rincuorò grazie a una batteria che consentiva un’illuminazione adeguata (anzi, secondo me anche più potente). Presto, l’incidente sarà elaborato e troverà il suo posto nella galleria degli aneddoti : “Quella sera che l’Apparizione recitò nel buio”.

 

EVA FUTURA. E dalla rete emerge l’antenata in bianco e nero

eva storica

https://www.youtube.com/watch?v=Z0f00Ymg_DQ&feature=youtu.be

La memoria della rete funziona benissimo, a volte fin troppo, certo più della nostra, o almeno della mia. Non mi ero dimenticato, naturalmente, di aver scritto e realizzato una versione televisiva di Eva futura, ma tutto il resto era fluttuante. Ricordavo i tre grandi  interpreti (Herlitzka, Schirinzi, Ubaldi) immersi nel bianco e nero di uno studio televisivo scenografato dal talento di Eugenio Guglielminetti – un marchingegno teatrale con molto legno e carrelli, quindi vagamente provocatorio, in quegli studi della rai di Torino;  c’era forse il segreto desiderio di fare del teatro abusivo alle spalle della tv, o una sorta di richiamo familiare, visto che mio fratello Luigi aveva messo in scena, a sua volta, una Eva futura al Teatro delle Moline di Bologna. Oltre una certa misura, i picchi autobiografici si autoregolano (tranne che per i più patologici  celebratori di se stessi): scatta una sorta di termostato che non solo li neutralizza, ma li spinge sotto la coperta spessa della rimozione dove se ne stanno fino a quando, dalla schiuma della rete, non spunta un fotogramma o, come in questo caso, un piccolo collage; fortunatamente, si è affacciato quando ormai questa Eva futura era terminata e per così dire sigillata nelle repliche, perché domenica 13 anche l’Eva dell’Astra incomincerà a perdere nelle settimane e nei mesi i suoi colori per prendere il suo posto negli archivi del bianco e nero.

TEATRO PIEMONTE EUROPA. I PRIMI PASSI DI UN NUOVO BLOG

imagehttp://fondazionetpe.it/spettacoli/

Come gli amici del nostro blog sanno, da tre anni gli spettacoli di Radiospazio teatro sono prodotti dal Teatro Piemonte Europa, un teatro pubblico che recentemente è stato riconosciuto come di “rilevante interesse culturale”. Bisogna dire che la collaborazione fra una piccola compagnia (nel nostro caso, piccolissima, soprattutto tre anni fa) e un teatro pubblico non è molto frequente, soprattutto a livello produttivo. Quando, negli anni Settanta, si diffuse il fenomeno del “teatro delle cantine” qualche Teatro stabile provò a integrare le piccole compagnie sperimentali nella sua programmazione ma furono esperimenti di poca durata e, direi proprio, di reciproca insoddisfazione: la forbice fra la logica di un teatro stabile, col suo cartellone di carattere istituzionale e quella di una compagnia off era troppo ampia perché le due realtà potessero percorrere la stessa strada. In tutti questi anni il concetto di teatro pubblico è diventato più duttile, e il TPE ne è un esempio: una piccola e significativa riprova è costituita dal fatto che da un mese ha generato un blog, che significa addentrarsi in una piccola ma complessa avventura (Radiospazio teatro ne sa qualcosa). Secondo il luogo comune, un blog è uno strumento agile, facile da usare; non è vero, o meglio: può essere vero se un blogger è un grafomane in stato di trance che galoppa per le praterie della scrittura, in tutti gli altri casi è una fatica quotidiana, una maratona senza traguardo e il più delle volte senza riscontro: spesso succede che pubblichi un post del quale sei (stupidamente) soddisfatto: ci hai lavorato per un paio d’ore, sai che non è l’opera della tua vita ma insomma. Lo pubblichi, e il riscontro è deprimente: pochi clic svogliati che sembrano caritatevoli pacche sulla schiena di follower pietosi o di rari amici inossidabili. Questo blog del TPE ha mosso i primi passi lungo una strada ancora pianeggiante; per quanto ci consentiranno le nostre forze, faremo il cammino insieme e saremo lieti se vorrete scoprirlo anche voi.

http://fondazionetpe.it/spettacoli/

 

EVA FUTURA. Le suggestioni degli spettatori

eva fantascienzaAbbiamo appena debuttato, e dal pubblico nascono le prime suggestioni, le prime variazioni sul tema, le prime fantasticherie. Questa è una bizzarra rilettura di Eva futura in chiave fantascientifica che ci ha inviato un amico del blog.

coupone eva giovedì domenica

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