Umor nero. JEAN BRULLER (VERCORS), DEL SUICIDIO PER IMPALAMENTO.

empalement-2Primi anni venti, un giovanotto con buona mano per il disegno cerca di vincere la ritrosia di un’amica graziosa. Per dimostrarle gli effetti del suo cuore di pietra, un giorno abbozza su un foglio la figura di un uomo che si fa saltare le cervella. Per tutta risposta, lei disegna un uomo dritto come un baccalà che si asfissia col fumo della stufa. Lui un tizio che si annega. Lei uno appeso per il collo. Il giovane prende la cosa sul serio, torna a casa, aggiunge altri diciassette disegni, li correda di buffe istruzioni per l’uso, impacchetta il tutto e lo regala all’amica. Che non si lascia corrompere, ma mostra in giro i disegni e suscita un entusiasmo tale da portare, nel ventisei, alla pubblicazione dell’album.
Ma chi è costui? Si chiama Jean Bruller ma passerà alla storia come Vercors per almeno due motivi: avere scritto quel piccolo capolavoro della letteratura di resistenza che è Le silence de la mer (per dare un’idea dell’impatto: de Gaulle ne farà paracadutare una quantità di copie sull’Inghilterra per motivare le truppe) e aver fondato una editrice clandestina, le Éditions de Minuit, proprio sotto il naso della Gestapo.
Roberta Sapino

Del suicidio per impalamento.

Suicidio di notevole semplicità. Basterà sedersi sull’estremità di un palo appuntito e attendere il corso degli eventi.
È il genere di morte perfetto per le persone di grande pigrizia, poiché non richiede di agire in altro modo che con il proprio peso (“saprà il mio collo quanto il culo pesa” scriveva già François Villon), e ai filosofi, le cui riflessioni, in virtù della natura stessa di questo suicidio, non saranno turbate da alcun elemento esterno.
È sorprendente che il palo, pur essendo regolarmente impiegato come mezzo giudiziario, abbia avuto finora così poco successo come strumento di morte volontaria. La ragione è indubbiamente che non esistono al mondo né veri pigri né veri filosofi. Il che è un pensiero consolante.

Jean Bruller (Vercors), 21 recettes pratiques de mort violente à l’usage des personnes découragées ou dégoûtées de la vie pour des raisons qui, en somme,
ne nous regardent pas, Roma, Portaparole Traduzione Roberta Sapino

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