Letteratura in rete. Il Recensore Orco

libreria e coccardaTanti anni fa, nelle scuole svizzere trapiantate in Italia, si premiava con una coccarda gli alunni più meritevoli. L’onorificenza era a tempo, durava una settimana, trascorsa la quale sarebbe stata di nuovo messa in palio. Questo metodo educativo favoriva, mi spiegò la direttrice meticcia, una sana competizione fra i ragazzi: uno stimolo necessario, sosteneva,  al buon funzionamento di una scuola autenticamente svizzera, sia pure trapiantata sul suolo italiano. C’era però un inconveniente: le famiglie dei non gratificati protestavano, e con maniere poco elvetiche, che la faccenda non funzionava: a uguale retta dovevano corrispondere uguali onorificenze, perdio! (con un giro più perifrastico, questa era la sostanza). Il metodo dovette subire un piccolo ritocco e l’onorificenza rimase settimanale ma divenne rotante: sette giorni  a uno, sette all’altro, e tutti furono contenti. Lo stesso meccanismo di gratificazione si verifica nella Comunità Letteraria della rete, parodia di una grottesca Comunità Alta collocata in un Altrove solo apparentemente comunicante in virtù di una illusoria democrazia del web. Le pratiche letterarie della rete sono come i giochi che fanno i bambini quando si travestono da grandi ciabattando con le scarpe tacco dodici della mamma o annegando nel cappello del papà. Questo Gioco della Società Letteraria in rete assomiglia un po’ al Monopoli: c’è tutto: gli autori, gli editori (virtuali, a pagamento o meno), i cataloghi, i giornali intimi, le confessioni di poetica, le gratificazioni dei fan, perfino le recensioni, che sono quasi sempre entusiastiche o addirittura iperboliche. Di tanto in tanto si affaccia il recensore cattivo, un signore afflitto da un Ego più tirannico e straripante degli altri (i quali pure non scherzano): irrompe e incomincia a menare scudisciate, che è come prendere a calci, appunto, un bambino solo per dimostrare che si è più grandi e più forti di lui. Come tutti i cattivi, anche il Recensore Orco – di cui esistono pochi esemplari – gioca un ruolo rilevante nella commedia della Comunità Letteraria: rappresenta l’Imprevisto, come la casella del Monopoli che ti manda in prigione senza passare dal via, anche se il suo ruggito si disperde nello sterminato sottobosco della finzione che tutti ci avvolge.

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