SCORCIO DELLA STAGIONE CHE VERRA’

Teatro AstraIl teatro era molto diverso da come appare in questa fotografia. Anzitutto, c’era il pubblico. Un pubblico attento, di addetti e non addetti, di abbonati, di attori parzialmente o totalmente scritturati, di attori scritturabili, di spettatori eroici – tutti gli spettatori sono eroici, mi viene da pensare da qualche tempo a questa parte: lo sono quando vanno a teatro e ancora di più quando vanno a sentire parlare di teatro, di un teatro che si farà, che accadrà di qui a qualche mese. C’era il direttore del TPE, Beppe Navello, che illustrava la stagione 2015/16. C’era il sindaco di Torino. C’era l’assessore regionale alla cultura, Antonella Parigi, ma non voglio addentrarmi nella cronaca (questa non è una cronaca) anche se gli elenchi sono affascinanti (“A Eber nacquero due figli: uno si chiamò Peleg, perché ai suoi tempi si divise la terra, e il fratello si chiamò Ioktan. Ioktan generò Almodàd, Selef, Asarmàvet, Ierach, Adoràm, Uzal, Dikla, Ebal, Abimaèl…”). C’erano, alla conferenza stampa del TPE, anche i racconti degli spettacoli futuri: racconti appena accennati, forzatamente accennati perché quegli spettacoli non esistevano ancora e alcuni non esisteranno per svariati mesi, e quando esisteranno saranno molto diversi dal brandello di racconto che li ha sommariamente prefigurati. C’erano anche, fra questi fantasmini di spettacoli, anche quelli di Radiospazio Teatro che, secondo la mia impressione, erano fra i più vaghi. Ci torneremo su, con più calma, perché questa non è una cronaca. Per chi fosse interessato a una vera cronaca:
https://www.facebook.com/stagionetpe?fref=ts

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