Fra le crepe del terrore, il comico


miliziani isishttp://www.repubblica.it/esteri/2015/06/05/news/militante_dell_is_si_fa_un_selfie_e_24_ore_arrivano_3_missili-116096314/?ref=fbpr

Ollio cade nella fontana dalla quale riemerge in foggia di puttone zampillante acqua dalla bocca e con una rana sulla testa; Harold Lloyd sgambetta appeso alle lancette dell’orologio del campanile; Ridolini scaglia un oggetto contundente contro un gallo troppo mattutino ma colpisce un vaso che va a romperglisi sulla testa… Dei miliziani dell’Isis fanno un selfie e vengono immediatamente individuati e  bombardati. Nel buio di un dramma del XXI secolo rispunta, con qualche aggiornamento, la comicità degli inizi del  XX, e in particolare lo slapstick, cioè il meccanismo più basico del comico, quello del sussiegoso uomo d’affari che scivola sulla buccia di banana o del bellimbusto che, voltandosi a guardare una bella ragazza, sbatte contro un lampione. Cose semplici, da bimbi, e oggi, grazie agli sciocchi miliziani, anche da adulti. La comicità della notizia sopravanza la riflessione che la segue dopo qualche secondo: questi bombardamenti che hanno raso al suolo l’edificio avranno causato dei morti? La domanda è  lecita ma la riflessione morale lavora più  lentamente della reazione, così leggendo la notizia non possiamo fare a meno che nella nostra mente si componga un folgorante filmino comico. Ciak, i miliziani si mettono in posa, con mitra, passamontagna neri e tutto l’armamentario. Stacco: scattano il selfie. Stacco: lo pubblicano su Facebook. Stacco: primo piano di un miliziano allarmato che avverte un rumore sospetto in avvicinamento. Stacco: il suo compagno di selfie e di battaglia alza la testa verso il cielo, quindi guarda il combattente fotografo negli occhi con aria di rimprovero. Stacco: il primo miliziano pronucia a mezza voce l’unica e conclusiva battuta del corto: “Occazzo!”.  (La dice proprio in italiano, con accento romanesco: chissà perché, mi sembra che i coatti del selfie debbano parlare tutti in romanesco)

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