Diario dall’isola di Robinson, pagina 9. La luce e i fantasmi

imageSiamo in teatro, che per ora è vuoto. Sulla scena, io e Paolino, che è un tecnico a tutto tondo e molto pragmatico. Si ragiona sulle luci. La presenza di un film che percorre gran parte dello spettacolo condiziona fortemente: quello schermo non deve sporcato, anzi nemmeno sfiorato da un sospetto di luce. Le immagini cinematografiche sono fantasmi e come tali sono suscettibili, basta che avvertano la presenza di qualcuno e scompaiono; in questo caso si tratta di cinque attori che devono recitare senza che il film si insospettisca e decida di svanire; sono due presenz contraddittorie (gli attori e i fantasmi): gli uni hanno bisogno di luce, gli altri, di buio. E devono convivere. Il paradosso è che se gli attori agiscono in controluce per non contaminare il liquido buio necessario alla vita del film, rischiano di apparire essi stessi creature indefinite e brancolanti nella penombra; in tal modo la scena si presenterebbe come una sorta di oltretomba popolato da due genie di fantasmi, quelli elettronici e quelli in carne ed ossa.
Spero che la soluzione venga nel pomeriggio.

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