Ritratto dell’Orco da vicino. SERGIO TOFANO, IL ROMANZO DELLE MIE DELUSIONI

bonaventuraBambina ciarliera e gran contafrottole, quando le mie verbose divagazioni diventavano un tormento mia nonna mi placava declamando: “E qui finisce l’avventura del Signor Bonaventura”. All’epoca mica lo sapevo, ma quel Signor Bonaventura che veniva a interrompere il mio sproloquiare altri non era che il personaggio creato da Sergio Tofano, l’ometto spilungo dalla bombetta rossa per il quale ogni sventura finiva sempre con il guadagno di un biglietto da “un milione” e che dalle pagine del Corriere dei Piccoli aveva incantato generazioni di bambini per tutta la prima metà del Novecento.
In quegli stessi anni, il suo creatore Tofano incantava anche i grandi con i suoi talenti di attore e capocomico, scriveva teatro e di teatro, osservava con acume la vita culturale, disegnava, inventava.
E siccome con quel Signor Bonaventura ho un po’ di conti in sospeso, il passo che propongo non parla di lui ma del protagonista de “Il romanzo delle mie delusioni” – titolo serissimo che nasconde le avventure buffissime di Benvenuto, zuccone eccezionale scampato alla “scuola municipale degli allievi spazzaturai” alle prese con un mondo di favole al contrario in cui gli orchi sono vegetariani, la Bella Addormentata è insonne, Barbablù gestisce un’agenzia matrioniale e Cappuccetto Rosso si fa servire e riverire da un lupo con tanto di grembiulino.
(Dettaglio delizioso, la dedica di Tofano: “A Simonetta e Oliviero, in acconto sull’eredità. Lo zio.”)
Roberta Sapino

– Adesso è completamente innocuo! Dal giorno che prese una terribile indigestione di scaloppine di neonati al madera, perché era rimasto senza denti e non poteva masticare, da quel giorno fece voto di non mangiare più carne, neanche di maiale. […]
Un orco vegetariano, che ha paura delle indigestioni e soffre di inappetenza (perché, sissignore, soffriva anche di inappetenza)…un orco sdentato… un orco che ride sempre e non fa mai gli occhiacci e, non dice mai: – Ucci, Ucci…che puzzi di cristianucci… – un orco che non è più orco insomma… un orco ammansato, un orco spodestato, un orco fallito… un orco liquidato… Dio! Che delusione, che amara delusione!… […] Quell’orco addomesticato mi sembrava un imbroglione. Sentivo che, se fossi rimasto ancora in casa sua, avrei finito col mancargli di rispetto a quel povero orco ridicolo e decaduto. Meglio scappare subito.

 Sergio Tofano, Il romanzo delle mie delusioni, Einaudi

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