Cronache del blog. PICCOLI SHOWMAN IN CERCA D’AUTORE

400 colpiUn piccolo episodio di vita blogghistica quotidiana. L’altro giorno ricevo sul nostro account twitter (@radiospazio2) una domanda diretta, senza preamboli: “Come professione sei anche regista?”. Rispondo cautamente di sì. Nuovo tweet: “e saresti disposto assieme a me e a un mio amico a darci una mano per comparire in uno show oppure a esserne i protagonisti?” Cerco di saperne di più e giungo a una scoperta tenera e imprevedibile: i due aspiranti showman, che chiameremo Pietro e Giovanni, hanno rispettivamente tredici e quattordici anni. Ciò che mi sorprende non è che due adolescenti sognino di realizzare uno show ma la naturalezza con la quale Pietro e Giovanni ricorrono alla rete.  Me li sono immaginati nei loro conciliaboli: “Insomma, vogliamo farlo, questo show?”. “Si era detto di sì…” “E allora diamoci una mossa. Ci vorrà un regista, ma dove lo troviamo?” “E dove vuoi trovarlo? In rete!” Cliccando a caso (ipotizzo) i due s’imbattono nel sito “Teatro e critica” e si trovano di fronte all’articolo “Hotel Belvedere. I presagi di von Horvát secondo Magelli”. Rapida ritirata. I due ragazzi giungono a “Dyonisus ex machina”, “La sentinella di Egisto. Elementi omerici nell'”Agamennone” eschileo” poi a “Vicende storiche e ricostruzione virtuale dell’acustica del ‘Theatrum Tectum’ (o ‘Odeo’) di Pompei. Quando, dopo svariati naufragi, i due aspiranti showman approdano non si sa come a Radiospazio Teatro, il nostro blog deve apparir loro come una tranquilla, ubertosa isoletta caraibica.
La fiducia che i giovani navigatori ripongono nella rete mi fa  venire in mente, per contrasto, l’unico show che sfiorai, molti anni fa, durante il mio lavoro di sceneggiatore. Le riunioni preparatorie, presso la direzione della rai in Viale Mazzini, durarono un anno: ai massimi dirigenti dell’emittente nazionale pareva che dodici mesi fossero il tempo minimo da dedicare a quella che chiamavano la filosofia della trasmissione, per  me fu uno sfibrante pendolarismo Torino/Roma/Torino. Bisogna dire, tuttavia, che quel grande dispendio di energie, alla fine, un risultato lo produsse: dopo un anno, lo stato maggiore della rai decise che lo show non andava fatto per nessuna ragione: era troppo innovativo e conveniva aspettare tempi migliori. 
Pietro e Giovanni, invece, di tempo non ne perdono. In questo momento siamo in corrispondenza privata ma mi accorgo che la sto facendo anch’io troppo complicata; chissà che i due, un giorno o l’altro, non si stanchino delle mie lungaggini e decidano di realizzare il progetto per conto loro, senza troppa filosofia.

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3 pensieri riguardo “Cronache del blog. PICCOLI SHOWMAN IN CERCA D’AUTORE

    1. l’ingrnuità di quei messaggi suscitava grande tenerezza: bambini che si misuravano, sia pure per ipotesi, col genere forse più cinico, lo show. Probabilmente rimarrà una fantasia ma chissà che i due, cresciuti, non ci provino sul serio e allora il gioco diventerà crudele. Spero sinceramente che rimanga una fantasia.

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