Inconfessati amori. ALPHONSE ALLAIS, POVERA CESARINA!

Gli amori fra cugini sono come quegli orti umili e di piccola pezzatura che non non producono fatturato ma frutti rari e proibiti, da consumare a piccoli morsi, furtivamente, nel silenzio delle penombre domestiche. Su questo ombroso terreno domestico si sviluppa il racconto di Alphose Allais (1854-1905), Povera Cesarina! Di Allais ci siamo occupati nello scorso dicembre quando abbiamo pubblicato la realizzazione radiofonica di un suo racconto, Due e due fanno 5. In quell’occasione ricordavo quanto abbia nuociuto all’autore la fama (meglio sarebbe dire la patente) di umorista. Questo racconto, nonostante il registro ironico, raggiunge il tragico paradossale, forse nel ricordo di una famosa e crudele novella del Boccaccio.

Alcide Paquet viveva solo con una cugina che gli faceva da governante, Cesarina: una zitella sulla trentina, ma così attraente, così fresca! Cesarina lavava i piatti, puliva le scarpe, rammendava le camicie, sempre col sorriso sulle labbra. Perché, mi dispiace dirlo, ma essa amava il cugino. Un amore tanto più furioso quanto più segreto. E Alcide, quel bruto, non si accorgeva di nulla.

Una sera rincasò tutto pimpante.
– Mia piccola Cesarina, ci siamo!
– Che cosa?… Ci siamo, chi?
– Mi sposo.
– Ah!
– Beh, cosa ti prende, adesso?
– Niente… E con chi?
– Indovina.
– Con Alina Leprout, forse?
– No.
– Con Jeanne Beaudon, allora.
– Brava, indovinato!
Quella sera Cesarina non cenò. Alcide –  che bestia, questo Alcide! – continuò a non
accorgersi di niente.
Povera Cesarina!
La vigilia delle nozze, la cucina di Cesarina mandava un delizioso profumino.
– Mia cara Cesarina, tu vuoi proprio lasciarmi dei rimpianti.
– Cosa… vuoi dire?
– È squisita questa carne… Non sembra di vitello… e neppure di maiale… Che cos’è dunque?
– È buono?
– Buono? Ascoltami, piccola mia, ti dico che mai in vita mia ho gustato niente di così squisito.
– È questo che conta.
– Non vuoi dirmi che roba è?
– Ci tieni davvero tanto?
– Ma certo.
– Ebbene…
Cesarina slacciò bruscamente il corsetto, aprì la camicia, e sotto il seno sinistro – una meraviglia di seno sinistro! Alcide poté vedere una ferita aperta e sanguinante. Nel medesimo istante, Cesarina cadeva morta sull’impiantito. Si risollevò solo un attimo per dire:
– È il mio cuore che hai divorato!
– Povera Cesarina!

 Alphonse Allais Povera Cesarina! “Un dramma parigino e altri racconti”
Editori Riuniti, Traduzione E. Rizzi

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...