RADIOLIFTING. “Senti come cigola la porta”. Il (cauto) ritorno del radiodramma

radiodramma

Quando, per caso, trovandomi con altre persone, emerge che ho a che fare con la radiofonia, c’è sempre qualcuno che sente il dovere di sdilinquirsi e di infilare una collana di luoghi comuni. Per la verità, le perle sono sempre le stesse: “La radio stimola la fantasia”; “La radio è meglio della televisione”; “Amo pazzamente la radio, peccato che non abbia mai il tempo di ascoltarla”; “Io mi nutro esclusivamente di radio”. Quest’ultima perla è fasulla, di terracotta: bastano poche parole per capire che quel signore  ascolta solo isoradio quando è imbottigliato in autostrada .
I più lirici e spericolati si lanciano in un elogio dei radiodrammi, soprattutto di quelli gialli… La porta che cigola… i passi nel buio (evito di ricordargli che alla radio è sempre buio)… la pioggia che cade…; l’auto che si ferma… E qui il  lirico-nostalgico radiofonico finisce la benzina, ma non sa che esistono biblioteche con migliaia di effetti audio, dal treno all’otaria in amore con le quali potrebbe deliziarsi.
Il radiodramma è considerato vecchio,  ma è uno di quei vecchi che, stranamente, suscitano tenerezza: li si mette a capotavola, con un bel 
tovagliolo annodato dietro perché non si sa mai, e poi si parla d’altro,  voltandogli anche un po’ le spalle, tanto mica li capisce quei discorsi, il radiodramma. Alla fine lo si mette subito a letto, e di corsa a vedere la televisione.
Invece radio 24, che è un’emittente giovane e moderna, ha avuto un’idea: rifare il lifting al nonno. Anzitutto gli ha cambiato nome da radiodramma in audiogramma, e poi gli ha fatto delle flebo di cinema e di letteratura. In sintesi, scrive Sandro Mantini sulla sua elegante pagina online: “
Ogni puntata è un racconto nel racconto dove i suoni, le ambientazioni, le musiche e le voci del film prendono il posto delle immagini evocate dal romanzo, attraverso un adattamento radiofonico che unisce la voce narrante ai dialoghi estratti dal film stesso.” Nonno radiodramma, siliconato e palestrato, fa la sua figura nel palinsesto di Radio 24 (consiglio gli amici del blog di ascoltare queste fiction ben costruite) come certe signore sessantenni che dopo aver tirato le quattro in discoteca crollano nel letto vedovile senza nemmeno più la forza di struccarsi e di smontarsi, si buttano così come sono, circondate dal buio radiofonico pieno di cigolii e di porte che si aprono e si chiudono sul nulla. 

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