Metti, una sera, cinque ragazzi a L’Aquila. L’INCENDIO DEL PALAZZO. Video

 

vandali incendiano

http://ilcentro.gelocal.it/laquila/cronaca/2015/01/07/news/rogo-contro-una-parete-di-palazzo-paone-tatozzi-1.10622721

La notizia, di qualche giorno fa, è di quelle piccolissime che non riescono a perforare le pagine della cronaca locale: dei vandali incendiano il muro di un palazzo settecentesco a L’Aquila. I danni non sono ingenti né irrimediabili, anche se il colore di Palazzo Paoni-Tatozzi era quello originario – ma vogliamo badare alle sfumature di colore, sprofondati, come siamo, nel buio? Il video che ha registrato l’episodio provoca un brivido di malessere: la notte vuota, il silenzio, il quintetto che entra in scena dinoccolato, appicca il fuoco e se ne va. Con naturalezza. Si pensa (almeno a me verrebbe da pensare) che un incendiario, sia pure in un video muto, debba palesare se non uno stato di raptus almeno un appagamento, o anche solo una  una minima soddisfazione: che quelle fiamme, insomma, rappresentino  per lui qualche cosa: rabbia, rivolta, estasi, non ha importanza. Qualche cosa. Invece niente: è stata una pausa vuota nel girovagare per i vicoli dei condannati al nulla. Il tempo di accendere una sigaretta. O un palazzo. 

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4 thoughts on “Metti, una sera, cinque ragazzi a L’Aquila. L’INCENDIO DEL PALAZZO. Video

  1. Caro Alberto, tutto ha una spiegazione, una soluzione, ma tu sicuramente conosci già “La teoria delle finestre rotte”:
    Nel 1969, presso l’Università di Stanford (USA), il professor Philip Zimbardo ha condotto un esperimento di psicologia sociale. Lasciò due auto abbandonata in strada, due automobili identiche, la stessa marca, modello e colore. Una l’ ha lasciata nel Bronx, quindi una zona povera e conflittuale di New York ; l’altra a Palo Alto, una zona ricca e tranquilla della California. Due identiche auto abbandonate, due quartieri con popolazioni molto diverse e un team di specialisti in psicologia sociale, a studiare il comportamento delle persone in ciascun sito.

    Si è scoperto che l’automobile abbandonata nel Bronx ha cominciato ad essere smantellato in poche ore. Ha perso le ruote, il motore, specchi, la radio, ecc. Tutti i materiali che potevano essere utilizzati sono stati presi, e quelli non utilizzabili sono stati distrutti. Dall’altra parte , l’automobile abbandonata a Palo Alto, è rimasta intatta.

    È comune attribuire le cause del crimine alla povertà. Attribuzione nella quale si trovano d’accordo le ideologie più conservatrici (destra e sinistra). Tuttavia, l’esperimento in questione non finì lì: quando la vettura abbandonata nel Bronx fu demolita e quella a Palo Alto dopo una settimana era ancora illesa, i ricercatori decisero di rompere un vetro della vettura a Palo Alto, California. Il risultato fu che scoppiò lo stesso processo, come nel Bronx di New York : furto, violenza e vandalismo ridussero il veicolo nello stesso stato come era accaduto nel Bronx.

    In esperimenti successivi James q. Wilson e George Kelling hanno sviluppato la teoria delle finestre rotte, con la stessa conclusione da un punto di vista criminologico, che la criminalità è più alta nelle aree dove l’incuria, la sporcizia, il disordine e l’abuso sono più alti.

    Se si rompe un vetro in una finestra di un edificio e non viene riparato, saranno presto rotti tutti gli altri.

    Detto questo caro Alberto, adesso posso ascendere una sigaretta senza sensi di colpa, spiace per L’Aquila, era davvero bella e accogliente e poi sono arrivati loro, gli avvoltoi di casa nostra, il capo della protezione civile, nani e ballerini della politica e, fu un bordello straordinario, pardon voglio dire G8.

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