Il sentimento del pennuto. CLARICE LISPECTOR, LA GALLINA

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Mamma, bimba e papà. Una famigliola serena, forse un po’ grigia: l’ambiente adatto per un colpo di scena, piccolo, quasi insignificante come l’arrivo di una gallina. In poche righe, Clarice Lispector costruisce un racconto esemplare, tenendo un registro basso, tanto quotidiano che fa quasi male. E’ una cronaca familiare scritta con una penna tipo Parker 61 ( fu un mitico modello della casa americana, con la punta quasi interamente nascosta; lasciava un segno incisivo, piuttosto spesso, che non concedeva svolazzi) ma dentro questa scrittura lineare c’è l’ipocrisia di una commedia mal recitata che riguarda tutti: mamma, bimba, papà e gallina.

Pareva tranquilla. Ma a un tratto aprì le ali e con un goffo volo si posò sul tetto del vicino. Il padrone di casa, ricordandosi della duplice necessità di fare saltuariamente dello sport e di pranzare, indossò raggiante un paio di calzoncini da bagno e decise di seguire l’itinerario della gallina: a cauti salti raggiunse il tetto dove questa, incerta e vacillante, scelse d’urgenza una diversa direzione. L’inseguimento si fece sempre più pressante.
Alla fine, durante una pausa in cui si era fermata per godersi la fuga, l’uomo la raggiunse. Tra penne e schiamazzi, venne catturata e riportata in casa.
Fu allora che accadde. Semplicemente, per l’eccitazione, la gallina depose un uovo. Sorpresa, esausta, si accovacciò sull’uovo e rimase lì a respirare, aprendo e chiudendo gli occhi.
«Mamma, mamma, non ammazzare più la gallina, ha fatto un uovo! Ci vuole bene, lei!». Il padre con piglio brusco prese una decisione: «Se fai ammazzare questa gallina, non mangerò più galline in vita mia!».
«Neanch’io!» giurò la bambina con ardore.
La madre, infastidita, scrollò le spalle.
Ignara della vita che le era stata donata, la gallina prese a vivere con la famiglia e divenne la regina della casa. Tutti, tranne lei, lo sapevano. E continuò a vivere così, tra la cucina e il terrazzo di servizio, valendosi delle sue due facoltà: quella dell’apatia e quella del trasalimento.
Di rado, si ricordava ancora della gallina che si era stagliata nell’aria sull’orlo del tetto come per annunciare qualcosa. Ma neppure in quei momenti l’espressione della sua testa vuota si alterava.
Finché un giorno l’ammazzarono, la mangiarono, e gli anni passarono.

 Clarice Lispector, Legami familiari , Feltrinelli, Traduzione. Adelina Aletti

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2 pensieri riguardo “Il sentimento del pennuto. CLARICE LISPECTOR, LA GALLINA

  1. Questo racconto ‘La gallina’ è ad hoc forse in questo periodo storico. E’ un ammonimento. Mi fa rabbrividire l’apatia di questa famigliola di ‘addormentati’… così simili alla maggioranza di noi tra beni di consumo, talk show e chi più ne ha più ne metta…

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