ROBINSON CRUSOE, IL BEST SELLER. 2 gennaio. Backstage

Passata la bufera dell’anno vecchio, il 2015 porta sole e lavoro (è un po’ altisonante ma anche beneaugurante per tutti). Il mare è sempre aggressivo ma senza l’alleanza con l’acqua che viene dal cielo diventa uno di quei giganti incatenati che ringhiano e si dimenano solo per dare spettacolo. Non so esattamente quanto abbiamo girato ma il minutaggio è decisamente buono; già al mattino abbiamo registrato svariate sequenze, e ne avremmo portate a casa ancora di più se i vagabondaggi di Robinson non fossero stati interrotti da passeggiatori con cane e senza cane, da salutisti che facevano jogging per smaltire la notte e da un signore di Silvi Marina che ha preteso di portare il nostro naufrago a visitare le carcasse di due tartarughe morte in un punto molto lontano della spiaggia, una grande e una piccola – madre e figlia, sosteneva lui, per caricare di pathos l’escursione. Naturalmente Robinson ha accettato, così per un po’ l’abbiamo perso. Recuperatolo, senza tartarughe, per fortuna, tutto è filato liscio.

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In questa foto sembra che non succeda niente ma non è così; il videomaker sta sorvegliando la scena nel mirino; Robinson, in campo lungo, legge un librone che più avanti si rivelerà essere la Bibbia, e il regista, alla sua destra, non sta prendendo il fresco marino ma è in stretto colloquio con Robinson: gli parla, gli suggerisce posizioni da assumere, qualche volta s’inventa situazioni alle quali Robinson dovrebbe reagire, Per essere un film muto che supporterà uno spettacolo teatrale, circolano moltissime parole.

 

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Dopo la pausa pranzo, siamo tornati alla spiaggia e abbiamo scoperto che uno dei tanti bastoni usati dal Naufrago e piantati a marcare il territorio poteva funzionare da meridiana. Nel romanzo di De Foe, e in misura minore anche nella nostra riscrittura, il tempo ha un’importanza centrale: una delle prime preoccupazioni di Robinson dopo che è scampato al naufragio, è di riuscire a tenere il conto dei giorni, dei mesi e degli anni; forse pensa che la sua storia, disancorata del tempo, potrebbe sembrare una pura e semplice fantasia. Costruire una meridiana, tuttavia, non è impresa facile e abbiamo lasciato perdere, troveremo altri strumenti di misurazione. 

 

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Fra le molteplici prospettiva che il romanzo di De Foe offre al lettore c’è anche il recupero, anzi l’invenzione, della manualità. Prima di essere rigettato esanime sull’isola, Robinson era soltanto un marinaio divorato da una febbrile smania di avventura (che sfocia in un desiderio di autodistruzione, considerando tutti i naufragi di cui è vittima in queste pagine). Nudo, sprovveduto e abbandonato da Dio, il marinaio Robinson deve inventarsi agricoltore, cacciatore, carpentiere. Questa foto di scena ci mostra Robinson in quello che si potrebbe definire il suo laboratorio. Paolo Brunati, scrittore e artista figurativo, una volta insediato in questa struttura che abbiamo trovato sulla spiaggia e che abbiamo arrangiato alla meglio, non voleva più uscirne. Se lo avessimo assecondato, ne sarebbe uscito materiale per alcune mostre.

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