Per la lettura e per la scena: Pat Rushin, La velocità della luce

stanwick

Piccolo racconto dialogato, con un taglio finale che lascia sospesa la narrazione. Potrebbe essere il tassello di uno spettacolo ancora tutto da costruire montandolo con altri pubblicati in questo blog, perché no? Tempo fa, qualcuno mi ha chiesto perché andassi spargendo questi frammenti; mi piace pensare che fra i lettori ci sia anche un teatrante che va scegliendone alcuni per rimontarli sul filo di un suo personale spettacolo. Forse il senso di un blog ondivago come Radiospazio Teatro può anche essere quello di affidare dei materiali al vent0 della rete immaginando che vadano a ricomporsi da qualche parte e in qualche modo.

ATTORE    Una sera, mentre eravamo a letto a guardare lo show di Johnny Carson, mia moglie mi disse che era finita.
ATTRICE   Voglio divorziare.
ATTORE    Quando?
ATTRICE   Il più presto possibile.
ATTORE    Perché?
ATTRICE   Non resisto più. Mi stai facendo diventare pazza. Non ti amo.
ATTORE    Improvvisamente mi sentii in preda alle vertigini.
ATTRICE   Capisci?
ATTORE    Sei stanca. Dormi un po’. Ne parleremo domani.
Il mattino dopo la radio mi svegliò con con una notizia che cancellò dalla mia mente l’episodio della sera prima. Un comunicato degli scienziati di tutto il mondo annunciava che la velocità della luce stava aumentando: 301.561 chilometri al secondo la sera precedente, più di 304.000 al momento dell’uscita dei giornali.
«E adesso che facciamo? Ce la prendiamo con calma, ci lasciamo prendere dal panico, o che cosa?»
ATTRICE   Non c’è niente da fare. È finita.
ATTORE    La mattina trascorse velocemente, con la televisione che era diventata un caleidoscopio di domande, teorie, spiegazioni.
ATTRICE   Che cosa stai facendo?
ATTORE    Niente. Cerco di prendere questa cosa con calma.
ATTRICE   Come ti senti?
ATTORE    Non è facile. Ti aspetti che le cose continuino come sempre, poi all’improvviso qualche cosa che hai sempre dato per scontato…
ATTRICE   Mi dispiace che sia dovuto succedere. So che è stato un colpo.
ATTORE    Un colpo, sì.
ATTRICE   Non lo faccio semplicemente per capriccio. Voglio che tu lo sappia. Ci pensavo da anni. Ma c’erano i ragazzi… Ho già fatto le valigie. Ho chiamato un taxi. I particolari possiamo sistemarli dopo. Dimmi solo che capisci perché lo faccio.
ATTORE    Le cose intorno erano troppo luminose. Tutto stava andando sempre più veloce. Non riuscivo a pensare, non riuscivo a guardarla.
«Fare cosa?»
Lei mi strinse il braccio. Sentii che singhiozzava, e le diedi un colpetto affettuoso sulla mano.
«Servirebbe a qualcosa parlarne?»

Pat RushinLa velocità della luce
“Narratori di poche parole”, Guanda. traduzione Luigi Schenoni

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