Piccoli frammenti per Lui e Lei. FRANCIS SCOTT FITZGERALD. TACCUINI

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Scott Fitzgerald e Zelda nel 1935

Se uno scrittore di culto apre le porte del magazzino nel quale ha accumulato pensieri, rapide note e progetti, non si può declinare l’invito perché la visita riserva spesso delle sorprese. Sergio Perosa, che ha curato l’edizione dei “Taccuini” per Einaudi, scrive che essi “Rispondono all’esigenza fondamentale dello scrittore: avere a disposizione tutto di sé, ogni filo o brandello che possa servirgli, un campionario di potenzialità da custodire anche allo stato embrionale.” Mi sento di aggiungere che in queste pagine si rincorre una miriade di personaggi, di frasi colte al volo e di fotogrammi che non mancano di incuriosire il lettore e, perché no?, il drammaturgo.

LEI        Dicono che hai offeso una delle ragazze.
LUI         Stupidaggini. Le ho detto soltanto che mi piacerebbe morderla sul collo. Vorrei che tutte voi signore aveste un collo unico, così potrei morderlo tutto in una volta sola. Vado matto per i colli delle signore.

* * *

 LEI        Mi prende il panico. Il Natale scorso pensavo di aver messo una croce sopra i ragazzi e poi, una sera, in maggio, l’orchestra continuava a suonare Poor Butterfly  e ce n’erano un sacco già in uniforme ed erano tutti commoventi e romantici come una volta. Cominciai a pensare e se la guerra dura altri cinque o dieci anni e li uccidono tutti? Più aspetto e meno uomini avrò fra cui scegliere – e se aspetto di innamorarmi di nuovo finirò con l’aspettare in eterno.

* * *

LUI         Quando sento la gente vantarsi della sua posizione e del suo status sociale, e tutto il resto, mi stravacco nella poltrona, scoppiando a ridere. Perché si dà il caso che io discenda direttamente da Carlomagno. Che te ne pare?
LEI         Josephine arrossì per lui.

* * *

LEI        Chiamami Topolino.
LUI        Perché?
LEI        Non lo so… era divertente quando mi chiamavi Topolino.

* * *

LEI        Sono arrivata alla conclusione che quest’ufficio non può continuare a ospitarci tutti e due. Uno di noi due deve andarsene: chi sarà?
LUI         Che vuole, signorina Powell, il suo nome è verniciato sulle porte: immagino che sarebbe più semplice se rimanesse lei.

* * *

LUI         Leggono un paio di libri e vedono qualche film perché non hanno nulla di meglio da fare, e poi dicono di essere di una grana più fine di te, e per dimostrarlo prendono il morso tra i denti e galoppano via con un gesto d’addio, quanto un cavallo imbizzarrito.

Francis Scott FitzgeraldTaccuini, Einaudi, traduzione di M. J. Bruccoli

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