Hollywood de noantri. ENNIO FLAIANO

 

noantri“Le do trenta secondo per raccontarmi il suo film!”. Così, ne “I Protagonisti”, di Altman, un onnipotente produttore di Hollywood riceve i troppi sceneggiatori e registi postulanti che lo assediano. Il gioco è crudele ma chiaro perché quell’embrione di film ha una chance di vedere la luce, e se ce la fa nasce con tutti i crismi. Più nebbiosa è la condotta dei produttori italiani degli anni ’60 così come li rappresenta Ennio Flaiano. (Quelli di oggi non hanno ancora trovato un autore che li voglia e li sappia raccontare).

Il cinema non è difficile, ma assurdo. Immaginiamo che Manzoni debba scrivere i suoi “Promessi sposi” nelle stesse condizioni in cui lavora un regista. Egli pieno di entusiasmo, espone la storia del suo romanzo: piace, ma con qualche riserva.
— La peste, serve? Non piace al pubblico e denigra l’Italia. La sommossa milanese è utile? Non fa un pochino il gioco dei comunisti? In più, è certamente costosa. Bene l’Innominato, non potrebbe però essere un pirata? Potremmo utilizzare le navi del Corsaro Nero. E Lucia? Non è scialba? Con tutte queste belle ragazze che abbiamo! Ci tiene proprio a Don Rodrigo? Se ci tiene, lasciamolo, ma che sia meno prepotente.
Raggiunto un faticoso accordo, il Manzoni passerà alla stesura del romanzo. Gli annunciano che potrà cominciare l’indomani alle due, sulle rive del lago di Como. Sulla piazza principale di Lecco, il Manzoni trova un tavolo con un calamaio e fogli di carta. Tutt’intorno, i tecnici e una folla di curiosi che si fatica a tenere a bada finché non arriva la polizia e stende i cordoni. Benché innervosito, il Manzoni comincia: «Quel ramo del lago di…» Impossibile scrivere “Como”, mancano le “c”.
—     Lasci perdere, dottore, scriva Lomo o Tomo, poi accomoderemo.
E così di seguito, fermandosi ogni tanto. Che si aspetta? La luce non è buona. Poi è la volta dei “bravi” che ritardano. Sopraggiunge invece il produttore, che raccomanda:
—     Facciamo  presto, caro Manzoni, tanto il pubblico a queste cose non ci bada.
Il Manzoni continua a scrivere, arriva alla meno peggio alla fine del capitolo; è triste perché sa che non potrà riscriverlo, né correggerlo. Il produttore, invece, è entusiasta:—     Benissimo! Domani scriveremo il capitolo XX nel castello dell’Innominato. Tutto pronto?

Ennio Flaiano, Diario notturno, Adelphi

 

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