Buzzati – Qualcuno o qualcosa sta salendo le scale

Dino Buzzati
Qualcuno o qualcosa sta salendo le scale

buzzati

3/04/2013

La diffidenza con cui la critica accolse l’esordio di Buzzati, nel 1933, con Barnabo dalle montagne, non si è ancora dissipata dopo ottant’anni, nonostante le sue opere siano state tradotte in numerosissime lingue e il successo di un romanzo, Il deserto dei Tartari, che è rimasto nell’immaginario collettivo come poche altre opere del nostra Novecento. I peccati originali che gravavano su Buzzati erano due: il primo, quello di essere un giornalista, sia pure del “Corriere della sera”, che pretendeva di scrivere romanzi; il secondo, quello di non mostrare nessuna propensione per una qualsiasi forma di engagement. Bisogna dire che non mancarono i critici di alto profilo che si schierarono nettamente a favore di Buzzati, uno fra tutti Giacomo Debenedetti: “ci sono scrittori di cui si dice, a maggior lode, che per loro il mondo esterno non esiste. Buzzati è invece uno scrittore per cui il mondo esterno esiste, ma a patto che sia anche un indizio o uno stemma di qualcos’altro da ciò che è”. La necessità che la scrittura imponga un rinvio – spesso non chiaramente decifrabile – a una dimensione altra rispetto a quella del quotidiano, ha fatti sì che Buzzati venisse etichettato come scrittore “del fantastico”, un termine che rischia di essere riduttivo per il nostro autore, il quale gioca su una gamma molto ricca, nella quale si alternano il perturbante, la metamorfosi (la parola, nell’enunciazione, diviene cosa), l’uso della metafora come realtà e, ricorrente, il paradosso. Il giornalista Buzzati compare accanto al Buzzati narratore come alter ego, o se si vuole come complice, nei racconti brevi che Radiospazio Teatro riscrive scenicamente in questo spettacolo: banali gesti di vita quotidiana, un incidente d’auto, una visita, uno scarafaggio nella cucina appaiono come frammenti di cronaca, giornalistica e privata, che l’autore si diverte a dilatare nella narrazione, creando una risonanza fra l’infinitamente piccolo e il grande, non misurabile Mistero.

A.G.

La regia
Alberto Gozzi
Gli attori
Roberto Accornero, Francesco Gargiulo, Marco Intraia, Eleni Molos, Anna Montalenti
Lo staff
Francesco Rigoni, Luca Condotta, Enrico De Santis, Mariangela Durante, Lavinia Giammarruco

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