Schnitzler – Il ritorno di Casanova

RADIOSPAZIO TEATRO VI ASPETTA IL 15 FEBBRAIO PER

locandina-casanova-19-gennaio

 

Matei Visniec – Deserto

Matei Visniec
Deserto

visniec

13/03/2013

Deserto, un «teatro di ordinaria tenerezza e follia»

Il nucleo Deserto, come pure la raccolta Attenzione alle vecchie signore corrose dalla solitudine, pubblicata nel 2004 a Parigi, si compone di microtesti riuniti in sequenza successiva come ‘moduli teatrali da comporre’, instaurando un’estetica destinata alla variabile riconfigurazione dei «tasselli» e a un processo creativo con esiti sempre differenti.

Quanto  all’autore, egli non manca di invitare il lettore/regista a riorganizzare e dunque a decomporre e a ricomporre l’ordine dei ‘moduli’, simile – se vogliamo – al percorso espositivo di una ‘mostra’ pittorica, a operare delle scelte in base a preferenze e criteri scenici liberamente definiti e a ricreare – insomma – a ogni lettura/rappresentazione un nuovo testo/spettacolo.

La brevità dei moduli resta decisiva al fine di chiarire lo statuto dei personaggi e, più in generale, le specificità stilistiche del teatro di Visniec. Spetterà al lettore/spettatore «indovinare» dalle poche sequenze di mise en scène la «potenzialità intera di vita» che, in altre condizioni, avrebbe configurato un destino. La compiutezza è sacrificata a favore della concentrazione emozionale, perseguibile – spiega Visniec – attraverso uno scatto unico del movimento della scrittura.

Le mini-pièces si presentano come brevi strutture narrative rette da dialoghi minimalisti, che interrogano, da una parte, la capacità dell’uomo post-moderno di misurarsi con le proprie contraddizioni e, dall’altra, le sue riserve critiche, psicologiche e intellettuali, indispensabili per crearsi intime strategie di resistenza contro le molteplici possibilità di manipolazione della realtà. Le profonde esplorazioni nell’umano pervengono a dare origine, nell’intenzionalità di Matei Visniec, a un «teatro di ordinaria tenerezza e follia», sottotitolo della raccolta Attenzione alle vecchie signore corrose dalla solitudine, che allude forse al titolo della famosa raccolta di racconti di Charles Bukowski Erections, Ejaculations, Exhibitions and General Tales of Ordinary Madness, pubblicata nel 1972, con la versione italiana Storie di ordinaria follia (1975), e alle pulsioni alienanti che definiscono i comportamenti sociali e, più estesamente, la condizione umana ai tempi del post-capitalismo e del post-umanesimo.

Gli atti dei personaggi, in apparenza banali, fanno però emergere motivi e temi fondamentali, le generosità e insieme le fragilità dell’amore, le inquietudini della morte e la sua dimensione spirituale, le nevrosi quotidiane, ma in tutti questi brevi nuclei drammaturgici si rivela come viva e autentica la ricerca della verità dell’essere e del vissuto. I personaggi sono portatori di un’umanità dei gesti semplici, calda e nonconformista, che nasconde risorse interiori particolarmente ricche e intense.

Il silenzio, il ‘deserto’, non è tuttavia implacabile come in Beckett, ma pefigura sempre una forma di dialogo che problematizza il selenzio stesso e che conduce nel contempo a momenti di pienezza e di incontro con l’altro molto sorprendenti. Resta pur vero che, come in Autostop, tali «momenti di grazia» non si consumano concretamente, restano delle mirabili potenzialità, acquistando valenze simboliche, metaforiche.

Nel testo Un caffè lungo con un po’ di latte a parte e un bicchiere d’acqua i rapporti interumani appaiono compromessi da forme di follia sottilmente insidiose, eppure percettibili, che connotano le insicurezze e la depressione in cui sprofondiamo senza più cessare di riconoscerci quotidianamente.

 l ventaglio delle scelte tematiche proposte dal drammaturgo è più ampio e compendia, al tempo stesso, la complessa declinazione del rapporto individuo-intimità–limiti sociali, ideologici, storici, operando con incisiva forza espressiva, satirica e poetica, il più esplicito rigetto del cinismo e delle retoriche demagogiche di ogni genere.

Alcuni “tasselli”, L’anima nella carriola, Sandwich al pollo, lo stesso Un caffè lungo con un po’ di latte a parte e un bicchiere d’acqua e altri ancora, sembrano drammatizzazioni di eventi banali, assurdi o comici, presenti nei fatti di cronaca e nelle notizie più fantasiose dei quotidiani. In effetti, nel suo ultimo romanzo pubblicato in Romania nel 2011, Dezordinea preventivă [Il disordine preventivo], Matei Visniec, egli stesso giornalista di Radio France Internationale, riconosce una «dimensione universale, intrisa di forza metaforica» a questo genere di prodotto giornalistico:

«I fatti di cronaca» sono «in effetti» delle metafore, più precisamente delle metafore della follia umana. Pressoché tutti i fatti di cronaca racchiudono, al di là dell’apparente banalità del loro contenuto, un «livello metafisico» evidente (benché segreto). Personalmente, tra un fatto di cronaca che capta «i punti di frattura del mondo» (per citare Glücksman) e un’informazione piatta sull’ultima riunione del Gruppo G 20, preferisco l’emozionante poesia del primo» (p. 85).

Per il drammaturgo e per il giornalista Visniec, siffatti contenuti informativi costituiscono valide modalità di resistenza contro le nuove forme di lavaggio del cervello, messe in moto dalla macchina mediatica mondiale e contro il modello umano odierno del consumatore superinformato, programmato a non essere più in grado di filtrare autonomamente la realtà.

*

Drammaturgo, poeta e romanziere, Matei Visniec, nato nel 1956 in Romania, risiede da oltre vent’anni a Parigi dove lavora dal 1990 come giornalista per Radio France Internationale. Scrittore bilingue, romeno e francese, è ampiamente riconosciuto in Francia e altrove soprattutto per la sua opera drammaturgica. Spettacoli tratti dalle sue pièces sono stati presentati in una trentina di paesi. Dal 1992 Visniec è diventato uno degli autori costantemente messi in scena al Festival d’Avignone Off con una quarantina di allestimenti.

 Emilia David

La regia
Alberto Gozzi

Gli attori
Francesco Gargiulo, Anna Montalenti, Eleni Molos, Carlo Nigra, Alessandro Salvatore

Lo staff
Francesco Rigoni, Luca Condotta, Enrico De Santis, Mariangela Durante, Lavinia Giammarruco

Il nastro di Natale

Tra gli eventi di “Un Natale con i fiocchi”, il calendario di iniziative organizzato dal Comune di Torino, al Teatro “Piccolo Regio” di Torino: il nastro di Natale

Natale all’italiana

drammaturgia e regia di Alberto Gozzi

natale all'italiana

4/01/2013

La città infestata da Babbi Natale, il diavolo alla messa di mezzanotte, il tacchino che corteggia una ragazza: nelle invenzioni di Buzzati, Serra, Calvino, Morante, Soldati, Benni, Moravia il sorprendente autoritratto della nostra comune famiglia letteraria.

La regia
Alberto Gozzi

Gli attori
Roberto Accornero, Alice Bertocchi, Alessandro Salvatore, Marco Intraia, Eleni Molos, Annalisa Usai, Arianna Abbruzzese, Francesco Gargiulo, Carlo Nigra

Lo staff
Luca Condotta, Enrico De Santis, Mariangela Durante, Lavinia Giammarruco, Francesco Rigoni

Gli ingredienti del Natale

drammaturgia e regia di Alberto Gozzi

gli ingredienti locandina

28/12/2012

Il presepe, la poesia che il bimbo recita in piedi sulla sedia, i buoni sentimenti che per un giorno fanno sentire migliori sono gli ingredienti di una festa vissuta da molti come una rappresentazione giunta alla trecentesima replica, con gli attori che recitano stancamente le battute e i costumi logorati da una troppo lunga tournée. Eppure questa rappresentazione deve andare in scena, ineluttabile, ogni anno; per non subirla come una condanna o come un pedaggio che si versa controvoglia alla Tradizione, si può ricorrere a un’altra finzione più sfaccettata e gioiosa, quella della letteratura. Le invenzioni degli autori convenuti sul nostro palcoscenico disegnano sette scorci di sette Natali che ci permettono di rileggere questa festa con le lenti dell’intelligenza e del cuore.

La regia
Alberto Gozzi

Gli attori
Roberto Accornero, Alice Bertocchi, Alessandro Salvatore, Marco Intraia, Eleni Molos, Annalisa Usai, Arianna Abbruzzese, Francesco Gargiulo, Carlo Nigra

Lo staff
Luca Condotta, Enrico De Santis, Mariangela Durante, Lavinia Giammarruco, Francesco Rigoni

Fantanatale

riscrittura scenica di Alberto Gozzi di grandi autori della fantascienza

fantanatale locandina

21/12/2012

Come saranno i nostri Natali fra due o tre secoli?
Ce lo raccontano i grandi autori della fantascienza e del fantastico, da Aasimov a Clarke a Buzzati e altri: una proiezione nel futuro che ci riporta, con un vertiginoso viaggio circolare, all’irrealtà del nostro presente.

La regia
Alberto Gozzi

Gli attori
Roberto Accornero, Arianna Abbruzzese, Alice Bertocchi, Francesco Gargiulo, Eleni Molos, Carlo Nigra, Marco Intraia, Alessandro Salvatore, Annalisa Usai

Lo staff
Luca Condotta, Enrico De Santis, Mariangela Durante, Lavinia Giammarruco, Francesco Rigoni

Fuga dal Natale 

riscrittura scenica di Alberto Gozzi dal romanzo di John Grisham

fuga dal natale, locandina

14/12/2012

Con Fuga dal Natale John Grisham si è concesso un divertimento che lo porta lontano, per una volta, dal giallo giudiziario e dal monumentale impegno del best seller. A cercarlo bene, qualche elemento di suspense si ritrova anche nella storia di questa coppia di coniugi di mezza età che progettano di ribellarsi ai riti (e alle inutili spese) del Natale: riusciranno i nostri antieroi a resistere alle pressioni della loro piccola comunità alla quale appaiono improvvisamente come eversori delle tradizioni e dell’ordine costituito? Il plot è semplice, ma questo è il suo bello, perché l’autore gioca con la “variazione sul tema” come lo chef malizioso reinventa i piatti della tradizione aggiungendovi sapori inediti e imprevedibili. Nell’avventurarsi su un terreno così diverso da quello dei suoi più noti romanzi, Grisham procede con un passo abile e leggero che ricorda un genere ormai classico della cultura americana, la commedia alla Neil Simon; la riscrittura scenica, modellata sul radioteatro che stiamo sperimentando, ha assecondato la vocazione comica del testo originale, intervenendo, occorre dirlo, con una certa libertà. Confidiamo che l’autore, sicuramente un uomo di spirito, non se ne dispiacerebbe.

A. G.

La regia
Alberto Gozzi

Gli attori
Roberto Accornero, Arianna Abbruzzese, Francesco Benedetto, Alice Bertocchi, Francesco Gargiulo, Marco Gobetti, Eleni Molos, Marco Intraia, Alessandro Salvatore, Annalisa Usai

Lo staff
Luca Condotta, Enrico De Santis, Mariangela Durante, Lavinia Giammarruco, Francesco Rigoni

3 Travestimenti, la compagnia

              

alberto vecchione assorto.jpg
Alberto Gozzi

GLI ATTORI

gianluigi
Gianluigi Pizzetti
eleni
Eleni Molos
francescone
Francesco Benedetto
anna
Anna Montalenti

 

LO STAFF

lisa stretta
Lisa Lo Presti, assistente alla regia
francesco.jpg
Francesco Ghisi, videomaker

 

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